Per le famiglie «che aspirano a vivere la loro realtà familiare in accordo con le esigenze della fede».

Condizioni fondamentali:

Clima di fiducia, sicurezza e un vissuto gioioso. In questo clima si può vivere la fede.

Affetto dei genitori per i figli: attenzione personale a ciascuno vicinanza, rispetto per quanto il figlio pensa, dice o fa.
Perché? Perché i genitori possono essere modelli di identificazione per i figli solo se questi si sentono amati.
E in relazione alla fede? Essi esercitano un'importante funzione simbolico-mediatrice
In qualche modo, i figlie percepiscono attraverso di loro e nella loro bontà, compagnia, rispetto, e perdono, il mistero di un Dio buono
.

Clima di comunicazione all'interno della coppia e con i figli. E' quindi necessario evitare tutto quantosa di sfiducia, di timore, di dittatura, di aggressività, di imposizione, di silenzio.

Momenti di condivisione quotidiana per rendere consapevoli i figli dei problemi che coinvolgono la famiglia; distribuirsi amichevolmente i compiti; parlare con loro delle difficoltà o dei risultati nel proprio lavoro; partecipare degli esiti o delle difficoltà dei figli nei loro studi; interessarsi... Difficilmente il figlio trova un clima simile nella società attuale.

Coerenza fra quanto si dice o si chiede ai figli, e quanto si fa. E questo clima di coerenza che dà alla famiglia forza educatrice e aiuta a vedere l'importanza e il valore della fede.

Passaggio da una fede individualista a una fede più condivisa. Spesso nel nucleo familiare si condivide tutto, tranne la fede e le esperienze religiose. Abbiamo una sorta di pudore, ci manca l'abitudine, lasciamo l'aspetto religioso per quandosi va in chiesa.

Ogni famiglia ha il suo cammino da fare per apprendere a condividere più e meglio la sua fede. Le possibilità sono molte, ma tocca ad ogni famiglia vedere che cosa fare e da dove iniziare.

E se infamiglia qualcuno (uno dei coniugi o qualche figlio) si dichiara non credente? E una situazione che rappresenta una difficoltà in più per condividere la fede in casa, ma non bisogna adottare un atteggiamento pessimista o disfattista.

Può anche essere uno stimolo a confrontarsi e a vivere meglio la fede.

Ecco alcuni SUGGERIMENTI:
avere un rispetto reciproco sincero;
curare in modo speciale la testimonianza e la coerenza della vita con la propria fede;
evitare polemiche o aggressività su temi religiosi;
saper confessare la propria fede senza vergognarsene, manifestando soprattutto quanto essa apporta alla propria vita;
sapere che il punto di incontro sono sempre l'amore reciproco e l'appartenenza ad una stessa famiglia in cui Dio ama tutti, con amore infinito.

Curare l'educazione alla fede dei figli insieme alla comunità parrocchiale.

Non è possibile delegarla alla catechesi parrocchiale con le scusa: “ci manca la preparazione”...
Il clima famigliare è assolutamente necessario per interiorizzare il messaggio religioso.

Se in casa Dio non ha importanza alcuna, se Cristo non è punto di riferimento, se non si vivono gli atteggiamenti cristiani fondamentali, la fede non si radicherà nel bambino.

Che cosa vogliamo dire con ciò?
Se l'obiettivo, oggi, è che i figli comprendano e vivano in modo responsabile e coerente la loro adesione a Gesù, hanno bisogno di essere credenti non per tradizione ma per una fede vissuta e sperimentata:
una fede, cioè, che si alimenta non di idee e dottrine ma di un'esperienza gratificante;
una fede non individualista, ma condivisa in una comunità credente;
una fede centrata sull'essenziale, che può coesistere con dubbi e interrogativi;
una fede impegnata e testimoniata in mezzo a una società indifferente.

Ciò esige uno stile di educare alla fede che insegni
a vivere valori cristiani più che il sottomettersi a norme;
a sviluppare la responsabilità personale più che imporre costumi;
a inserirsi nella comunità cristiana più che sviluppare l'individualismo religioso;
a coltivare l'adesione fiduciosa a Gesù più che risolvere tutti i dubbi

E' molto quello che si può fare in famiglia

Preoccuparsi che il figlio riceva una educazione religiosa nella scuola e prenda parte alla catechesi parrocchiale
Seguire da vicino il percorso che il figlio stafacendo, collaborare da casa appoggiandolo, stimolandolo e aiutandolo
Agire in casa senza nascondere o dissimulare la propria fede.

I genitori, attraverso tutta la loro condotta, senza rendersene conto, vanno trasmettendo ai figli una determinata immagine di Dio.

L'esperienza di genitori autoritari, temuti, controllori, trasmette l'immagine di un Dio legislatore, castigatore, giudice vigilante.

L'esperienza, al contrario, di padri non partecipi e permissivi, estranei ai figli, trasmette la sensazione di un Dio indifferente verso di noi, un Dio quasi inesistente.

Se i figli vivono una relazione di fiducia, di comunicazione, di comprensione con i loro genitori, l'immagine di un Dio Padre va interiorizzando un modo molto profondo nelle loro coscienze

Nell'educazione della fede decisivo è l'esempio

I figli devono trovare nella famiglia «modelli di identificazione», in modo che non sia difficile per loro sapere come doversi comportare per vivere in modo gioioso e responsabile la fede. Solo da una vita coerente con la fede si può parlare ai figli con autorità.

La testimonianza di vita cristiana è particolarmente importante nel momento in cui i figli, ormai adolescenti o giovani, incontrano nel loro mondo altri modelli di identificazione e altre chiavi per comprendere e vivere la fede.

Non basta creare abitudini in una qualche maniera, ripetere gesti meccanicamente, obbligare a certe condotte, imporre l'imitazione.

Si apprende solo quanto si fa con significato.
Si comprende solo quanto si sperimenta.
Si apprende a credere in Dio quando, a nostro modo, facciamo l'esperienza di Dio.

Perciò, la strategia sicura è vivere la fede condividendola gioiosamente con i figli e amarsi senza mai stancarsi di dirselo.

“Leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato.”
Papa Francesco

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