16. Il ruolo della donna

Salmo 130
[1]  Canto delle ascensioni. Di Davide.
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.
[2] Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l'anima mia.
[3] Speri Israele nel Signore,
ora e sempre.

Dal libro dei Proverbi (Pr 31,10-11.13-15.17. 20-21.26-31)
[10] Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. [11] In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. E' intrapredente e laboriosa. [13] Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. [14] È simile alle navi di un mercante, fa venire da lontano le provviste. [15] Si alza quando è ancora notte, distribuisce il cibo alla sua famiglia e dà ordini alle sue domestiche. [17] Si cinge forte i fianchi e rafforza le sue braccia. [20] Apre le sue palme al misero, stende la mano al povero. [21] Non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti i suoi familiari hanno doppio vestito. [26] Apre la bocca con saggezza e la sua lingua ha solo insegnamenti di bontà. [27] Sorveglia l'andamento della sua casa e non mangia il pane della pigrizia. [28] Sorgono i suoi figli e ne esaltano le doti, suo marito ne tesse l'elogio: [30] Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. [31] Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città.

Nel capitolo II dell’AL, in cui il Papa individuale principali sfide cui è oggi sottoposta la famiglia, troviamo un immancabile riferimento alla condizione della donna. Lo presentiamo a questo punto del nostro percorso perché la letizia dell’amore è completo solo quando la relazione è vissuta nel rispetto dell’alterità, sempre e comunque. Ogni forma di relazione tra essere umani che voglia ridurre l’altro a sé, sottometterlo, prevaricarlo o annientarlo nella propria esclusività e diversità, distrugge la letizia dell’amore a cui l’uomo è chiamato. Nonostante i progressi, Papa Francesco, denuncia le fatiche di riconoscere la centralità della donna e forse svela una paura recondita che abita il cuore dell’uomo.

Dall’AL
54. In questo breve sguardo sulla realtà, desidero rilevare che, per quanto ci siano stati notevoli miglioramenti nel riconoscimento dei diritti della donna e nella sua partecipazione allo spazio pubblico, c’è ancora molto da crescere in alcuni paesi. Non sono ancora del tutto sradicati costumi inaccettabili. Anzitutto la vergognosa violenza che a volte si usa nei confronti delle donne, i maltrattamenti familiari e varie forme di schiavitù che non costituiscono una dimostrazione di forza mascolina bensì un codardo degrado. La violenza verbale, fisica e sessuale che si esercita contro le donne in alcune coppie di sposi contraddice la natura stessa dell’unione coniugale. Penso alla grave mutilazione genitale della donna in alcune culture, ma anche alla disuguaglianza dell’accesso a posti di lavoro dignitosi e ai luoghi in cui si prendono le decisioni. La storia ricalca le orme degli eccessi delle culture patriarcali, dove la donna era considerata di seconda classe, ma ricordiamo anche la pratica dell’“utero in affitto” o la «strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell’attuale cultura mediatica». C’è chi ritiene che molti problemi attuali si sono verificati a partire dall’emancipazione della donna. Ma questo argomento non è valido, «è una falsità, non è vero. E’ una forma di maschilismo».  L’identica dignità tra l’uomo e la donna ci porta a rallegrarci del fatto che si superino vecchie forme di discriminazione, e che in seno alle famiglie si sviluppi uno stile di reciprocità. Se sorgono forme di femminismo che non possiamo considerare adeguate, ammiriamo ugualmente l’opera dello Spirito nel riconoscimento più chiaro della dignità della donna e dei suoi diritti. 55. L’uomo «riveste un ruolo egualmente decisivo nella vita della famiglia, con particolare riferimento alla protezione e al sostegno della sposa e dei figli. […] Molti uomini sono consapevoli dell’importanza del proprio ruolo nella famiglia e lo vivono con le qualità peculiari dell’indole maschile. L’assenza del padre segna gravemente la vita familiare, l’educazione dei figli e il loro inserimento nella società. La sua assenza può essere fisica, affettiva, cognitiva e spirituale. Questa carenza priva i figli di un modello adeguato del comportamento paterno».

Per la riflessione
- Molto spesso l’insicurezza porta a “svendere il proprio valore”. Sono consapevole che sono prezioso agli occhi di Dio e che valgo per ciò che sono e non per ciò che possiedo?
- Riesco ad essere me stesso di fronte agli altri o per paura mi adeguo al modo di pensare e di vivere del gruppo che frequento, anche in ciò che non mi fa crescere?
- Rispetto le donne? La fidanzata, la moglie l’amica? Oppure instauro relazioni solo seduttive con gli altri, finalizzate a compiacere me stesso?

Preghiamo
Grazie, Buon Dio, per l’amore che hai per noi; perché ci hai creati a tua immagine e somiglianza nella condizione di uomo e donna; affinché, riconoscendo la nostra diversità, cerchiamo di completarci a vicenda: l’uomo a sostegno delle donne e le donne a sostegno dell’uomo. Grazie per la donna, Padre buono, e per la sua missione nella comunità umana. Ti preghiamo per la donna che è figlia: che sia accettata e amata dai genitori, trattata con tenerezza e delicatezza. Ti preghiamo per la donna che è sorella: che sia rispettata e difesa dai suoi fratelli. Ti preghiamo per la donna che è moglie: che sia apprezzata, valorizzata e aiutata da suo marito, compagno fedele nella vita coniugale; che si rispetti e che si faccia rispettare, per vivere la comunione dei cuori e dei desideri in modo da portare frutto, partecipando così alla più grande opera della creazione: l’essere umano. Ti preghiamo per la donna che è madre: che riconosca nella maternità il fiorire della sua femminilità. Creata per la relazione, sia sensibile, tenera e disposta al sacrificio nella formazione di ogni figlio; con dolcezza e forza, serenità e coraggio, fede e speranza affinché forgi la persona, il cittadino, il figlio di Dio.

(preghiera tratta da Altea)

\"Ha dato tutto quanto aveva\"...

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Abbiamo indicato cinque vie di riconciliazione con Dio. La prima è la condanna dei propri peccati. La seconda è il perdono delle offese. La terza consiste nella preghiera, la quarta nell’elemosina e la quinta nell’umiltà. Non stare dunque senza far nulla, anzi ogni giorno cerca di avanzare per tutte queste vie, perché sono facili, né puoi addurre la tua povertà per esimertene. Quand’anche ti trovassi a vivere in grande...

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