18. La relazione ferita dalle difficoltà

Salmo 128
Canto delle ascensioni.

Beato l'uomo che teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
[2] Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d'ogni bene. 

[3] La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.

[4] Così sarà benedetto l'uomo
che teme il Signore. 
[5] Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita. 
[6]] Possa tu vedere i figli dei tuoi figli.
Pace su Israele!

Dal libro della Genesi (Gn 4,1-10)
[1] Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore». [2] Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo. [3] Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, [4] mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, [5] ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. [6] Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? [7] Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai». [8] Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. [9] Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?».

Spesso pensiamo che la Parola di Dio descriva a mò di fiaba una storia impossibile da realizzare, perché ci sembra un racconto troppo idealizzato rispetto alla realtà quotidiana che ci presenta innumerevoli sfide, che se va bene, ci fa sentire il testo biblico come una semplice utopia irrealizzabile. Ad un lettore attento, però, non sfugge che la Parola di Dio nasce e si sviluppa a partire dalla storia di uomini concreti, capaci di gesti eroici e rovine criminose. Essa sgorga dal cuore di Dio e raggiunge le fatiche e il dolore degli uomini.

Dall’AL
19. L’idillio presentato dal Salmo 128 non nega una realtà amara che segna tutte le Sacre Scritture. E’ la presenza del dolore, del male, della violenza che lacerano la vita della famiglia e la sua intima comunione di vita e di amore. […] 21. Gesù stesso nasce in una famiglia modesta, che ben presto deve fuggire in una terra straniera. Egli entra nella casa di Pietro dove la suocera di lui giace malata (cf Mc 1,30-31); si lascia coinvolgere nel dramma della morte nella casa di Giairo e in quella di Lazzaro (cf Mc 5,22-24.35-43; Gv 11,1-44); ascolta il grido disperato della vedova di Nain davanti a suo figlio morto (cf Lc 7,11-15); accoglie l’invocazione del padre dell’epilettico in un piccolo villaggio di campagna (cf Mc 9,17-27). Incontra pubblicani come Matteo e Zaccheo nelle loro case (cf Mt 9,9-13; Lc 19,1-10), e anche peccatori, come la donna che irrompe nella casa del fariseo (cf Lc 7,36-50). Conosce le ansie e le tensioni delle famiglie e le inserisce nelle sue parabole: dai figli che se ne vanno di casa in cerca di avventura (cf Lc 15,11-32) fino ai figli difficili con comportamenti inspiegabili (cf Mt 21,28-31) o vittime della violenza (cf Mc 12,1-9). E ancora si preoccupa per le nozze che corrono il rischio di risultare imbarazzanti per la mancanza di vino (cfr Gv 2,1-10) o per la latitanza degli invitati (cf Mt 22,1-10), come pure conosce l’incubo per la perdita di una moneta in una famiglia povera (cfr Lc 15,8-10). 22. In questo breve percorso possiamo riscontrare che la Parola di Dio non si mostra come una sequenza di tesi astratte, bensì come una compagna di viaggio anche per le famiglie che sono in crisi o attraversano qualche dolore, e indica loro la meta del cammino, quando Dio «asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno» (Ap 21,4).

Per la riflessione
- Spesso le relazioni sono inficiate da rivalità, gelosie e invidie. Spesso queste si annidano nel profondo di noi. Riusciamo a riconoscerle e a condividerle con il Signore e con qualche fratello perché possiamo guardarle e prenderne le distanze?
- Le relazioni sono provate da tante avversità. Una delle principali oggi è la precarietà e la disoccupazione. Nella misura del mio possibile mi rendo attento alla situazione sociale che mi sta intorno e provo ad essere fermento critico di rinnovamento delle strutture in cui mi muovo? O la mia carità è solo occasionale?

Preghiamo
Giuseppe, esperto carpentiere, che hai saputo ascoltare e mettere in pratica la voce del Cielo, che hai saputo vedere al di là delle apparenze e custodire e proteggere la Vita, rendi attente le nostre orecchie e vigili i nostri occhi, per non subire la storia, ma esserne soggetti solerti e solidali.
Per Cristo nostro Signore.

Comunità in cammino

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