“Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno” (Gv. 8,15)

Discernimento e casi “irregolari”

Salmo 110
Alleluia.
Alef
[1] Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
nel consesso dei giusti e nell'assemblea.

Ghimel
[2] Grandi le opere del Signore,
le contemplino coloro che le amano.

He
[3] Le sue opere sono splendore di bellezza,
la sua giustizia dura per sempre.

Zain
[4] Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
pietà e tenerezza è il Signore.

Tet
[5] Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.

Caf
[6] Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l'eredità delle genti.

Mem
[7] Le opere delle sue mani sono verità e giustizia,
stabili sono tutti i suoi comandi,

Samech
[8] immutabili nei secoli, per sempre,
eseguiti con fedeltà e rettitudine.

Pe
[9] Mandò a liberare il suo popolo,
stabilì la sua alleanza per sempre.

Kof
[10] Santo e terribile il suo nome.
Principio della saggezza è il timore del Signore,

Sin
saggio è colui che gli è fedele;
la lode del Signore è senza fine.

Dal Vangelo di Matteo 7,1-4
[1] Non giudicate, per non essere giudicati; [2] perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. [3] Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? [4] O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? [5] Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.

Nell’ottavo capitolo Francesco si china sulle fragilità di coloro che hanno ferito o smarrito l’amore matrimoniale cristiano, nella convinzione che «la misericordia è la pienezza della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio» (n. 311). La cura pastorale delle situazioni matrimoniali fragili, dette “irregolari”, tipicamente la convivenza, il matrimonio civile e la nuova unione di fedeli divorziati è scandita da tre verbi: accompagnare, discernere e integrare. L’indicazione dell’esigente via del discernimento particolare invece che quella della normativa generale non è l’abdicazione di Francesco alla sua autorità magisteriale, ma il coinvolgimento nel cammino della Chiesa della responsabilità di tutti: dei fedeli interessati, che dovranno interrogarsi in coscienza circa la loro situazione matrimoniale.

Dall’ AL
304. È meschino soffermarsi a considerare solo se l’agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedeltà a Dio nell’esistenza concreta di un essere umano. Prego caldamente che ricordiamo sempre ciò che insegna san Tommaso d’Aquino e che impariamo ad assimilarlo nel discernimento pastorale: «Sebbene nelle cose generali vi sia una certa necessità, quanto più si scende alle cose particolari, tanto più si trova indeterminazione. […] In campo pratico non è uguale per tutti la verità o norma pratica rispetto al particolare, ma soltanto rispetto a ciò che è generale; e anche presso quelli che accettano nei casi particolari una stessa norma pratica, questa non è ugualmente conosciuta da tutti. […] E tanto più aumenta l’indeterminazione quanto più si scende nel particolare». È vero che le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere né trascurare, ma nella loro formulazione non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari. Nello stesso tempo occorre dire che, proprio per questa ragione, ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti ad una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma. Questo non solo darebbe luogo a una casuistica insopportabile, ma metterebbe a rischio i valori che si devono custodire con speciale attenzione.
305. Pertanto, un Pastore non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni “irregolari”, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone. È il caso dei cuori chiusi, che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa «per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite».
312. Questo ci fornisce un quadro e un clima che ci impedisce di sviluppare una morale fredda da scrivania nel trattare i temi più delicati e ci colloca piuttosto nel contesto di un discernimento pastorale carico di amore misericordioso, che si dispone sempre a comprendere, a perdonare, ad accompagnare, a sperare, e soprattutto a integrare. Questa è la logica che deve prevalere nella Chiesa, per «fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali».

Per la riflessione
- Richiamando alla memoria quelle situazioni canonicamente irregolari nelle quali si trovano o si son travati membri della propria famiglia o amici, che impatto ha avuto ciò nella loro vita di fede? Che accoglienza e comprensione dalle comunità e dai sacerdoti?
- Sebbene le parole del Papa siano rivolte essenzialmente agli operatori pastorali, esse vogliono essere di incoraggiamento a tutti i fedeli. Sono note le resistenze e le diffidenze che esse hanno provocato in diversi ambiti ecclesiali e pur tuttavia costituiscono aperture dalle quali difficilmente si può tornare indietro. Ne sei convinto? Cosa fare per aiutare le Comunità a crescere secondo le indicazioni del pontefice?

Preghiera
Sotto le scarpe la polvere delle strade di mille città, di mille sentieri, negli occhi i volti di tanta umanità, oggi come ieri. In bocca il sapore di troppe parole dette e ascoltate, in testa il ricordo di tante storie vissute e incrociate. Vite soffocate dall’acqua salata su quella barca che si è ribaltata. Vite interrotte di chi non è cresciuto perché cure e cibo non ha mai avuto. Vite spezzate da guerre e conflitti da cui tutti usciamo sconfitti. Vite calpestate in diritti e dignità di chi convive con la povertà. Tra queste schegge di umanità ferita, può brillare un sorriso, rinascere la vita quando soffia il vento della carità che non trasforma o cambia la realtà ma si fa compagna di viaggio silenziosa, aperta, solidale ed operosa. Così in ogni croce la forza si trova per dare carne e sangue a una speranza nuova.

(dal Libro «Per carità», Caritas Italiana)

Comunità in cammino

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