2. L’amore è paziente

Salmo 103,1-12

Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome.
2 Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici.

3 Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità,
4 salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia,

5 sazia di beni la tua vecchiaia, si rinnova come aquila la tua giovinezza.
6 Il Signore compie cose giuste, difende i diritti di tutti gli oppressi.

7 Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie, le sue opere ai figli d'Israele.
8 Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore.

9 Non è in lite per sempre, non rimane adirato in eterno.
10 Non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

11 Perché quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
12 quanto dista l'oriente dall'occidente, così egli allontana da noi le nostre colpe.

Dal libro dell’Esodo (Es 34,1-7)

Il Signore disse a Mosè: «Taglia due tavole di pietra come le prime. Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzato. [2]Tieniti pronto per domani mattina: domani mattina salirai sul monte Sinai e rimarrai lassù per me in cima al monte.[3]Nessuno salga con te e non si veda nessuno su tutto il monte; neppure greggi o armenti vengano a pascolare davanti a questo monte». [4]Mosè tagliò due tavole di pietra come le prime; si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano. [5]Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. [6]Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà, [7]che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».

Il quarto capitolo della AL assomiglia al rallentare di chi, durante il cammino, si sofferma a contemplare ciò che lo stupisce e lo attrae. E ciò che Francesco intende approfondire – l’amore – è al cuore stesso del matrimonio. Consapevole dell’abuso della parola “amore”, egli, secondo il suo stile – quello noto specialmente per via delle sue omelie mattutine nella chiesa di Santa Marta –, ritrae il «vero amore» (n. 90), dapprima mediante un’esegesi puntuale e sapienziale delle parole che compongono l’inno paolino riportato nella Prima Lettera ai Corinti (13,4-7), e quindi illustrando la carità nella concretezza del vissuto coniugale.

Dall’Amoris Laetitia (d’ora in poi AL)

92. Essere pazienti non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni fisiche, o permettere che ci trattino come oggetti. Il problema si pone quando pretendiamo che le relazioni siano idilliache o che le persone siano perfette, o quando ci collochiamo al centro e aspettiamo unicamente che si faccia la nostra volontà. Allora tutto ci spazientisce, tutto ci porta a reagire con aggressività. Se non coltiviamo la pazienza, avremo sempre delle scuse per rispondere con ira, e alla fine diventeremo persone che non sanno convivere, antisociali incapaci di dominare gli impulsi, e la famiglia si trasformerà in un campo di battaglia. Per questo la Parola di Dio ci esorta: «Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità» (Ef 4,31). Questa pazienza si rafforza quando riconosco che anche l’altro possiede il diritto a vivere su questa terra insieme a me, così com’è. Non importa se è un fastidio per me, se altera i miei piani, se mi molesta con il suo modo di essere o con le sue idee, se non è in tutto come mi aspettavo. L’amore comporta sempre un senso di profonda compassione, che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo, anche quando agisce in un modo diverso da quello che io avrei desiderato.

Per la riflessione

- L’amore di Dio provoca indignazione interiore verso le situazioni di ingiustizia. Riesco ad indignarmi ancora di fronte alla prepotenza, all’arroganza e alla superficialità con cui sono calpestati i diritti dei più deboli?
- Nelle relazioni sono capace di avere pazienza, perdonare chi mi ha ferito il cuore, o almeno ci provo?
- Riesco ad essere fedele nell’amicizia, nell’amore, nel servizio e al gruppo? Oppure mi lascio facilmente trascinare dalle correnti?

Preghiamo

Signore, l’amore è paziente. Donami la pazienza che sa affrontare un giorno dopo l’altro. Donami la sapienza del cuore per rimanere radicato nella pazienza dell’amore che risponde alla logica del “passo a passo”. Aiutami a rispettare i tempi degli altri, che non coincidono sempre con i miei. Donami la grazia di saper aspettare le risposte alle domande che mi inquietano continuando a cercare con umiltà. Donami di esprimere nelle relazioni che vivrò oggi un riflesso della pazienza del tuo amore. Amen

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