6. L’amore è distacco generoso

Da Siracide (Sir 18,15-29)
[15] Figlio, nel fare il bene non aggiungere rimproveri e a ogni dono parole amare.
[16] La rugiada non mitiga forse il calore? Così una parola è migliore del dono.

[17] Ecco, una parola non vale più di un dono ricco? Ambedue si trovano nell'uomo caritatevole.
[18] Lo stolto rimprovera senza riguardo, il dono dell'invidioso fa lacrimare gli occhi.

[19] Prima di parlare, infórmati, cùrati ancor prima di ammalarti.
[20] Prima del giudizio esamina te stesso, così al momento del verdetto troverai perdono.

[21] Umìliati, prima di cadere malato, e quando hai peccato, mostra pentimento.
[22] Nulla ti impedisca di soddisfare un voto al tempo giusto, non aspettare fino alla morte per sdebitarti.

[23] Prima di fare un voto prepara te stesso, non fare come un uomo che tenta il Signore.
[24] Ricòrdati della collera nei giorni della fine, del tempo della vendetta, quando egli distoglierà lo sguardo da te.

[25] Ricòrdati della carestia nel tempo dell'abbondanza, della povertà e dell'indigenza nei giorni della ricchezza.
[26] Dal mattino alla sera il tempo cambia, tutto è effimero davanti al Signore.

[27] Un uomo saggio è circospetto in ogni cosa, nei giorni del peccato si astiene dalla colpa.
[28] Ogni uomo assennato conosce la sapienza e rende omaggio a colui che la trova.

[29] Quelli istruiti nel parlare, anch'essi diventano saggi, effondono come pioggia massime adeguate. Vale più la fiducia in un unico Signore che aderire a un morto con un cuore morto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,11-17)
[12] Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. [13] Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. [14] Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. [15] Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. [16] Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. [17] Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Amare fino al dono della vita è qualcosa di illogico, assurdo, insensato per molti. Eppure quante persone concrete lo vivono: i genitori che si spendono totalmente per il bene dei figli, rinunciando a tutto; chi è fedele fino alla fine al bene proclamato; chi si fa carico della sofferenza delle persone che ama; coloro che per amore hanno rinunciato ad avere una propria famiglia, propri figli. Ringraziamo Dio se ci ha fatto incontrare persone così.

Dall’AL
101. Abbiamo detto molte volte che per amare gli altri occorre prima amare sé stessi. Tuttavia, questo inno all’amore afferma che l’amore “non cerca il proprio interesse”, o che “non cerca quello che è suo”. Bisogna evitare di attribuire priorità all’amore per sé stessi come se fosse più nobile del dono di sé stessi agli altri. Una certa priorità dell’amore per sé stessi può intendersi solamente come una condizione psicologica, in quanto chi è incapace di amare sé stesso incontra difficoltà ad amare gli altri: «Chi è cattivo con sé stesso con chi sarà buono? [...] Nessuno è peggiore di chi danneggia sé stesso» (Sir 14,5-6).

102. Lo stesso Tommaso d’Aquino ha spiegato che «è più proprio della carità voler amare che voler essere amati» e che, in effetti, «le madri, che sono quelle che amano di più, cercano più di amare che di essere amate». Perciò l’amore può spingersi oltre la giustizia e straripare gratuitamente, «senza sperarne nulla» (Lc 6,35), fino ad arrivare all’amore più grande, che è «dare la vita» per gli altri (Gv 15,13). È ancora possibile questa generosità che permette di donare gratuitamente, e di donare sino alla fine? Sicuramente è possibile, perché è ciò che chiede il Vangelo: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8).

Per la riflessione
- Nessuno può dare ciò che non ha, recita una antico adagio. Per amare gli altri bisogna saper amare se stessi. Riesco a volermi bene realmente? Sto bene nella vita che ho, nel corpo che ho, nell’identità che sono? Ringrazio Dio perché mi ha fatto così
- Amare nel dono totale di sé è amare come Dio. Riesco a mettere il cuore, e tutto me stesso nelle relazioni? E sto provando a mettere il cuore nel servizio che sto rendendo? Oppure lo faccio con disattenzione senza gusto?

Preghiamo
Nella prova senti la fragilità e la singolarità dell’esperienza: quasi sempre solitudine; un senso di vertigine non meglio definita perché ambigua, confusa tra l’apice e il suo opposto. Se qualcuno ti sta a fianco e ti sostiene accompagnandoti saprà far da qui riprodurre lo spettacolo che dal bozzolo genera metamorfosi di vita.

Ti siamo immensamente grati per la gioia che proviamo nel fare un semplice atto di carità, un gesto di condivisione, un saluto, una parola di conforto, un dono a chi non se l’aspetta, una carezza a un cane o un gatto randagio, perfino nel raccogliere lo sfogo di chi soffre, di chi è diverso, di chi ha tanta rabbia dentro. … Ora sento i miei passi più veloci e più leggeri. Sono pervaso da un’euforia inspiegabile, anche se nulla è cambiato, se i problemi forse, sono gli stessi. All’improvviso, mi sento sicuro, sereno, in pace con me stess e con gli altri: sono in uno strano stato di “grazia”. Sei tu, o Signore, che hai guidato i miei passi ieri, oggi, e domani. Amen.

(dal Libro «Per carità», Caritas Italiana)

San Martino in Traversetolo

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La chiesa parrocchiale di Traversetolo, dedicata a san Martino vescovo di Tour, è edificata nella parte alta del centro abitato, su di un terrapieno sostenuto per tre lati da un muro di contenimento. Scarse sono le notizie riguardanti l’originario tempio che una testimonianza conservata nell’archivio parrocchiale farebbe risalire all’VIII secolo . La località Traversitulo compare nella documentazione medievale...

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