9. L’amore tutto scusa

Salmo 139,1-14
Signore, tu mi scruti e mi conosci,

[2] tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri,
[3] osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie.

[4] La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
[5] Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano.

[6] Meravigliosa per me la tua conoscenza, troppo alta, per me inaccessibile.
[7] Dove andare lontano dal tuo spirito? Dove fuggire dalla tua presenza?

[8] Se salgo in cielo, là tu sei; se scendo negli inferi, eccoti.
[9] Se prendo le ali dell'aurora per abitare all'estremità del mare,

[10] anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra.
[11] Se dico: «Almeno le tenebre mi avvolgano e la luce intorno a me sia notte»,

[12] nemmeno le tenebre per te sono tenebre e la notte è luminosa come il giorno; per te le tenebre sono come luce.
[13] Sei tu che hai formato i miei reni e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.

[14] Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda; meravigliose sono le tue opere, le riconosce pienamente l'anima mia.

Vangelo secondo Luca (Lc 6, 37-42)
[37] Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. [38]Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». [39]Disse loro anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? [40]Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. [41]Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? [42]Come puoi dire al tuo fratello: «Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio», mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.

Il veleno del giudizio logora il cuore di chi lo alimenta! Talvolta però rende difficile la vita di chi lo subisce. Ancora una volta il Papa esorta a nutrire l’anima di bontà e di semplicità, di quell’ingenuità evangelica che non è da “alice nel paese delle meraviglie”, ma di chi crede che nel cuore dell’uomo c’è ancora un poco di spazio al bene.

Dall’AL
112. “tutto scusa” (panta stegei) si differenzia da “non tiene conto del male”, perché questo termine ha a che vedere con l’uso della lingua; può significare “mantenere il silenzio” circa il negativo che può esserci nell’altra persona. Implica limitare il giudizio, contenere l’inclinazione a lanciare una condanna dura e implacabile. «Non condannate e non sarete condannati» (Lc 6,37). Benché vada contro il nostro uso abituale della lingua, la Parola di Dio ci chiede: «Non sparlate gli uni degli altri, fratelli» (Gc 4,11). Soffermarsi a danneggiare l’immagine dell’altro è un modo per rafforzare la propria, per scaricare i rancori e le invidie senza fare caso al danno che causiamo. Molte volte si dimentica che la diffamazione può essere un grande peccato, una seria offesa a Dio, quando colpisce gravemente la buona fama degli altri procurando loro dei danni molto difficili da riparare. Per questo la Parola di Dio è così dura con la lingua, dicendo che è «il mondo del male» che «contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita» (Gc 3,6), «è un male ribelle, è piena di veleno mortale» (Gc 3,8). Se «con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio» (Gc 3,9), l’amore si prende cura dell’immagine degli altri, con una delicatezza che porta a preservare persino la buona fama dei nemici. Nel difendere la legge divina non bisogna mai dimenticare questa esigenza dell’amore. 113. (Tutto scusa) non è soltanto un gesto esterno, ma deriva da un atteggiamento interiore. E non è neppure l’ingenuità di chi pretende di non vedere le difficoltà e i punti deboli dell’altro, bensì è l’ampiezza dello sguardo di chi colloca quelle debolezze e quegli sbagli nel loro contesto; ricorda che tali difetti sono solo una parte, non sono la totalità dell’essere dell’altro. Un fatto sgradevole nella relazione non è la totalità di quella relazione. Dunque si può accettare con semplicità che tutti siamo una complessa combinazione di luci e ombre. L’altro non è soltanto quello che a me dà fastidio. È molto più di questo. Per la stessa ragione, non pretendo che il suo amore sia perfetto per apprezzarlo. Mi ama come è e come può, con i suoi limiti, ma il fatto che il suo amore sia imperfetto non significa che sia falso o che non sia reale. È reale, ma limitato e terreno. Perciò, se pretendo troppo, in qualche modo me lo farà capire, dal momento che non potrà né accetterà di giocare il ruolo di un essere divino né di stare al servizio di tutte le mie necessità. L’amore convive con l’imperfezione, la scusa, e sa stare in silenzio davanti ai limiti della persona amata.

Per la riflessione
- Voler bene una persona non significa dirgli sempre di si o nascondergli cose che non “fanno bene”. La vera questione è la delicatezza e l’accoglienza che mettiamo nel dire le cose. Riesco a voler bene pur non nascondendo la verità di ciò che penso e sento nelle relazioni di amicizia o di “amore”?
- Nessuno è perfetto nel bene. Riesco a essere tollerante rispetto ai tempi degli altri nelle relazioni, nel servizio che sto vivendo in questi giorni? Oppure la rigidità delle mie regole prevale sull’amore?

Preghiamo
Signore, l’amore non si vanta.
Rammentami di non rinfacciargli/le ciò che faccio per lui/lei. Donami la grazia di non avere pretese nelle relazioni e di amare nella verità. Di accogliere, senza perciò approvare errori, ma aiutando chi mi sta accanto a vedere dove portano alcune strade, lontano da ogni giudizio o presunzione. Donami parole delicati e sincere per dire il bene, e gesti sinceri per farlo. Trasforma il mio cuore perché somigli sempre più al tuo. Donami di sporcarmi le mani oggi mettendole con delicatezza nella vita delle persone che tu metterai sul mio cammino, a scuola, con gli anziani e con tutti. Amen

Assunzione di Maria Vergine in Vignale

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La chiesa di Vignale è dedicata all’Assunzione della beata Maria Vergine che si festeggia il 15 agosto; ma il santo protettore della parrocchia è san Mauro, abate benedettino, ricordato come discepolo e amico di san Benedetto, che si festeggia il 15 gennaio. Questa ulteriore dedicazione è tarda e da collegarsi col sorgere della  Confraternita del Santo Rosario, avvenuta non prima del XVII secolo. Si tratta probabilmente di un impegno per...

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