Salviamo la nostra antica gloriosa Guardiola

luglio 01 , 2018

Ritornato da qualche mese nella fiorente Comunità di Traversetolo, desidero manifestare la mia totale gioia spirituale per avere riscoperto quel clima splendido della Parrocchia della mia vocazione sacerdotale e della mia prima MESSA (28/6/1953). Non posso, però, nascondere una piccola sorpresa: ho notato che la GUARDIOLA è quasi scomparsa dal nostro orizzonte panoramico. Ho chiesto a qualcuno e mi è stato risposto che si tratta solamente del folto bosco sottostante che con le sue fiorenti querce rischia di coprire ciò che resta della Guardiola. Altri mi hanno detto che in questi ultimi decenni per vicende atmosferiche negative ci sono stati diversi crolli tanto che, prima, esisteva una finestra attualmente completamente scomparsa.

AMICI E FRATELLI TRAVERSETOLESI NON RASSEGNAMOCI A LASCIARE CHE UNO DEI MONUMENTI STORICI PIÙ SIGNIFICATIVI DELLA ZONA DIVENTI UN CUMULO DI PIETRE ARCAICHE MA INUTILI. ANCHE PERCHÉ LA GUARDIOLA FA PARTE INTEGRANTE DI QUELLA PERLA PREZIOSA DI STORIA LOCALE CHE CI APPARTIENE E CHE È AMMIRATA DA TUTTI CHE SI CHIAMA GUARDASONE!!!

Ogni manuale di Storia e di Turismo ne parla con vivo interesse, leggo infatti in uno di questi: “Da questo avamposto dei monti il nostro occhio abbraccia un vasto tratto: si presentano le vallate dell’Enza, della Termina e della Parma sparse di paesi e città. Ecco Parma con le severe torri del Duomo e di San Giovanni, di San Sepolcro, dei Paolotti; a destra Reggio Emilia e in sfumatura la Ghirlandina di Modena Estense; in fondo le Prealpi Bergamasche e il Torrazzo di Cremona. A meridione si vedono i monti reggiani e parmensi con Canossa, Rossena, Selvapiana, con lo sfondo del monte Ventasso e del Cusna …”. Basterebbe inoltre ricordare alcune date significative riguardanti la nostra preziosa e documentata storia locale. A scuola ci insegnavano, infatti, che le date sono l’occhio della Storia!!!

1165: è il primo cenno storico della presenza di una Chiesa in questa località;
1230: una pergamena ricorda una Chiesa dedicata a San Lorenzo;
1564: la Chiesa di Guardasone diventa parrocchia;
1619: la Chiesa inizia a crollare e Mons. Saladini ne decreta la ricostruzione;
1685: la Chiesa completamente rifatta nel monte dell’Oca;
1695: la Chiesa attuale viene benedetta;
1750 – 1833: varie volte colpita da terremoti devastanti venne sempre restaurata e riaperta al culto;
1964: Mons. Evasio Colli benedice il dipinto murale raffigurante la Madonna degli Automobilisti; 
1984 – 2008 – 2012: ulteriori danni dal terremoto;
2017: la Chiesa torna a rinascere col contributo dell’8xmille e con le offerte dei parrocchiani e viene benedetta da Mons. Enrico Solmi. 

IL GRANDE CASTELLO
La parte più importante e significativa di GUARDASONE è costituita dal suo famoso CASTELLO che, dalle sue origini, nel lontano 1200, ha avuto grande incidenza nelle vicende storicomilitari di quei secoli bellicosi. Sono note le date più importanti del consolidamento del castello con la costruzione della TORRE DI MONTELUGOLO, detta appunto GUARDIOLA, innalzata da Azzo da Correggio, signore di Guardasone e Parma, perché fosse difesa sicura contro ogni assalto di eserciti che venissero dal Reggiano e contro le minacce nemiche. Era costituita come fortezza quadrata a tre piani, comunicante col Castello a mezzo di un camminamento sotterraneo. Oltre alla osservazione da lontano, data la sua posizione strategica, la Guardiola offriva una prima, tenace resistenza al nemico, data la solidità e l’ampiezza della costruzione, la sua felice ubicazione e i mezzi potenti di cui disponeva. Dovette, però, capitolare il 24 settembre 1409. Riprese forza e vigore nella ricostruzione avvenuta quando, ceduta ai Borromeo di Arona, nel 1466 il feudo di Guardasone fu il meglio amministrato tra quelli del parmense, fino al suo tramonto definitivo quando venne assalita e distrutta, nel 1548, dal duca Ottavio Farnese, a beneficio del Duca di Ferrara. Così la “famosa torre di Montelugolo, la Guardiola piccola ma potente opera avanzata, che nel corso di tanti secoli aveva saputo resistere con rara fortuna alle aspre contese che travagliarono le terre presso l’Enza, cadde rovinata al suolo per non più rialzarsi!”. Ottavio Farnese diede ordine al suo capitano Antonio Rondani di assalire anche il Castello del quale rimase solo il Mastio e Torre principale!. PERSONAGGI FAMOSI A GUARDASONE La famiglia RONDANI acquistò il Castello dalla famiglia Medici, di Guardasone, per mezzo dell’Arciprete di Mezzano Rondani, Don Giambattista Rondani. Suo fratello, Camillo, grande entomologo, Deputato di Traversetolo al Primo Parlamento Subalpino, visse a lungo a Guardasone, vi allestì uno splendido parco acclimatandovi l’olivo e altre piante esotiche. Il nipote, Prof. Alberto Rondani, grande patriota, letterato e sommo poeta parmense, soggiornò al Castello di Guardasone dopo averlo restaurato. Si ricordava così il Castello nel tardo Ottocento: “Le sale della vasta dimora sono attualmente arricchite di bei mobili rinascimentali, barocchi e neoclassici, di belle ceramiche quattrocentesche rinvenute negli scavi, circondate da un parco di annose piante …”.

SOGGIORNO DEL PETRARCA
Il Castello di Guardasone è rimasto famoso anche perché fu dimora di Francesco Petrarca, amico di Azzo da Correggio. Il poeta, rientrato da Avignone nel 1341 per ricevere in Campidoglio l’incoronazione, arrivò a Parma il 23 maggio dello stesso anno e si trattenne tutta l’estate nel Castello di Guardasone a godersi la pace tranquilla del luogo solitario. Lui stesso scrive della Guardiola, torre inespugnabile per la posizione, “… Mi innalzo alle stelle; l’amico visitandomi goda, il nemico tremi e impari a sottomettere il collo al giogo e venire a patti …”. Ancora nella epistola ai posteri il Petrarca scrive: “un giorno entrai in una selva che Piana è detta e quivi volsi la mente e la penna alla mia opera interrotta – Africa – scrissi in quel dì con tanto calore che in brevissimo tempo condussi a termine l’opera di cui io medesimo ora mi meraviglio”. Nella Cattedrale a destra dell’altare della Cappella dei Canonici di Sant’Agata, venne collocato il busto marmoreo del poeta, con stemma nel basso, ed una lapide storica ricorda che il 29 ottobre 1341 il Petrarca fu nominato da Papa Clemente VI, Canonico della Cattedrale di Parma e nel 1348 Arcidiacono della medesima Cattedrale. L’ultimo soggiorno del Petrarca a Parma fu nel 1351. Il testo della lapide è il seguente: D. O. M. Francisco Petrarchae Parmensi archidiacono Parentibus praeclaris genere perantiquo Ethices christianae scriptori eximio Romanae linguae Restitutori Etruscae principi Africae ob carmen hac in urbe peractum Regibus accito S. P. Q. R. Laurea donato tanti viri Iuvenilium iuvenis senilium senex Studiosissimus Comes Nicolaus Canonicus Cicognarius Marmore proxima ara excitata Ibique condito Divac Ianuariae cruento corpore h. m. p. suffectum sed infra meritum Francisci sepul. summa hac in aede efferri mandantis Si Parmae occumberet Extra morte heu nobis erepti.
Questa è la traduzione italiana della lapide latina posta nella Cappella di Sant’Agata: “ A Dio Ottimo Massimo. A Francesco Petrarca, Arcidiacono Parmense, di genitori illustri di stirpe assai antica, scrittore eccellente di morale cristiana, rinnovatore della lingua latina, principe della Toscana, per il poema dell’Africa compiuto in questa città, chiamato dai re, dal Senato e dal Popolo Romano, per ricevere in dono da così grande uomo la corona dall’oro. Appassionato cultore da giovane dei sentimenti giovanili, da vecchio di quelli dei vecchi, io, Conte Nicolò canonico Cicognari, alzato il vicino altare marmoreo e ivi sepolto il corpo insanguinato di Santa Ianuaria; innalzai questo monumento aggiunto, ma inferiore al merito del sepolto Francesco che aveva disposto di essere portato in questa alta sede se in Parma egli morisse, ahimè a noi strappato dalla morte in terra straniera”.

CONCLUSIONE
Domenica 13 maggio scorso, mentre partecipavo alla Messa con la Cresima di tanti adolescenti, tra i quali il nipote, figlio di Alessandro, Valentin Dall’Aglio, proprio mentre il parroco don Giancarlo stava facendo l’appellochiamata dei Cresimandi, quel birbone del mio cellulare si è messo a squillare con notevole scandalo dei fedeli. L’Arciprete don Giancarlo con occhi indagatori ha cercato il malcapitato ed ha sentenziato che il colpevole avrebbe dovuto pagare il gelato a tutti i presenti e la Chiesa era gremita! Usciti di Chiesa io ho cercato di fare la penitenza ma ognuno aveva fretta di andare a festeggiare la Cresima ricevuta. Ho pensato allora di devolvere la somma corrispondente per la nostra GUARDIOLA.

Farò una piccola oblazione al nostro Sindaco con la seguente motivazione: “PERCHÉ QUANDO LA NOSTRA GUARDIOLA VERRÀ RESTAURATA UNA PICCOLA ANTICA PIETRA RITORNI AL SUO POSTO”; IO SO CHE NON CONTA NIENTE MA SE NOI DI TRAVERSETOLO CI DAREMO DA FARE PER NON LASCIARLA CADERE CHI DI DOVERE (SOVRINTENDENZA, MINISTERO BENI CULTURALI, AMMINISTRAZIONE COMUNALE ECC.) SI SENTIRANNO INCORAGGIATI A FARE IL POSSIBILE PERCHÉ CIÒ CHE RIMANE DI UN CIMELIO COSÌ CARO A NOI TRAVERSETOLESI NON CROLLI DEFINITIVAMENTE! GRAZIE!

«Già al presente, cento volte»...

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