« Alzati… perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino »

Giovanni Taulero (ca 1300-1361), domenicano a Strasburgo - Omelia n° 2, per la veglia dell’Epifania

dicembre 30 , 2016
Mentre Giuseppe era in esilio con il bambino e la madre, apprese dall’angelo, in sogno, che Erode era morto; tuttavia, sentito dire che Archelào, il figlio di lui, regnava nel paese, continuò a temere grandemente che il bambino fosse ucciso. Erode, che perseguitava il bambino e voleva ucciderlo, è il mondo che, senz’alcun dubbio, uccide il bambino, il mondo che dobbiamo necessariamente sfuggire se vogliamo salvare il bambino. Ma una volta che abbiamo sfuggito il mondo esteriormente..., Archelào si alza e regna: c’è ancora tutto un mondo dentro di te, un mondo sul quale non trionferai se non con molto esercizio e il soccorso di Dio. Ci sono infatti tre nemici forti e accaniti da vincere in te, e a malapena si può trionfare su di essi. Sarai attaccato dalla superbia dello spirito, che fa sì che vuoi essere visto, stimato, ascoltato... Il secondo nemico è la tua carne che ti assale con l’impurità del corpo e dello spirito... Il terzo nemico ti attacca ispirandoti cattiveria, pensieri amari, sospetti, giudizi malevoli, odio e desideri di vendetta... Vuoi diventare sempre più caro a Dio? Devi rinunciare completamente a tali comportamenti, perché tutto ciò è proprio Archelào, il cattivo. Teme e sta in agguato; in verità, egli vuole uccidere il bambino... Giuseppe è stato avvertito dall’angelo e richiamato nel paese d’Israele; Israele significa “terra della visione”; Egitto vuol dire “tenebre”... Egli è nel sonno: è soltanto nel vero abbandono e nella vera passività che riceverai l’invito a uscire dall’Egitto, come è successo a Giuseppe... Puoi allora recarti in Galilea, che vuol dire “passaggio”. Lì siamo al di sopra di ogni cosa, abbiamo attraversato tutto e abbiamo raggiunto Nazaret, “la vera fioritura”, il paese dove sbocciano i fiori della vita eterna. Lì siamo certi di trovare un vero assaggio della vita eterna; lì vi è piena sicurezza, pace inesprimibile, gioia e riposo. Lì giungono solo coloro che si abbandonano, coloro che si sottomettono a Dio finché non li abbia liberati e non cercano di liberarsi da soli con la violenza. Essi arrivano a questa pace, a questa fioritura, a Nazaret e vi trovano ciò che farà la loro gioia eterna. Questa sia la nostra eredità, e in questo ci aiuti il nostro Dio degno di ogni amore!    

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