« Chi ha orecchi per intendere intenda »

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa - Omelie sul vangelo di Matteo, n° 44 ; PG 57, 467

settembre 23 , 2017
Se il seme inaridisce non è per via del caldo. Gesù non ha detto che i semi inaridiscono per via del caldo, ma perché «non hanno radici». Se la parola viene soffocata non è per via delle spine, ma di coloro che le hanno lasciate crescere liberamente. Con la volontà puoi impedire loro di crescere, puoi usare la ricchezza in modo opportuno. Per questo il Salvatore parla non del «mondo» bensì delle «preoccupazioni del mondo», non della «ricchezza» ma «dell'inganno della ricchezza». Quindi non accusiamo le cose in sé, bensì la corruzione della nostra coscienza... Come puoi notare, tutto dipende non dal coltivatore, né dalla semente, bensì dalla terra che l'accoglie, cioè dalla disposizione del nostro cuore. Anche qui la bontà di Dio per l'uomo è immensa: lungi dall'esigere una medesima dose di virtù, egli accoglie i primi, non respinge i secondi, dà un posto ai terzi... Quindi occorre prima ascoltare la Parola con attenzione, poi custodirla fedelmente, poi armarsi di coraggio, poi disprezzare la ricchezza e liberarsi dall'amore di tutti i beni del mondo. Se Gesù pone l'attenzione per la Parola in primo luogo e prima di tutte le altre condizioni, è perché questa è la condizione necessaria. «Come potranno credere, senza averne sentito parlare?» (Rm 10,14). Anche noi, se non faremo attenzione a ciò che ci verrà detto, non sapremo quali sono i doveri da compiere. Solo dopo vengono il coraggio e il disprezzo dei beni del mondo. Comunque sia, per trarre profitto da questa lezione, fortifichiamoci: siamo attenti alla Parola, lasciamo crescere profondamente le nostre radici e liberiamoci da tutte le preoccupazioni del mondo.    

ut Deus musica

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Nonostante la specifica analogia del verso iniziale, la matrice originaria del Preludio-Corale per organo non è reperibile nella Cantata n. 97, ma piuttosto nella Cantata n. 16, con il Corale finale della quale condivide la configurazione melodica. Non ne condivide ovviamente (data la diversità della destinazione) la egualitaria distribuzione quantitativa dei singoli valori che costituiscono la linea melodica, e che trascinano, in concorde simultaneità, le voci...

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