« Crea in me, o Dio, un cuore puro » (Sal 50,12)

Isacco di Siria (VII secolo), monaco nella regione di Mossul - Discorsi ascetici, prima parte, n° 21

febbraio 08 , 2017
È stato detto che solo l'aiuto di Dio salva. Chi sa di non avere più nessun soccorso, prega molto. E quanto più prega, tanto più il suo cuore diventa umile. Infatti uno non può pregare e chiedere, se non è umile. « Un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi » (Sal 51,19). Infatti, finché il cuore non si sarà fatto umile, non riuscirà a non perdersi; invece l'umiltà lo farà concentrare. Quando l'uomo si è fatto umile, subito viene circondato dalla compassione e il suo cuore allora sente il soccorso divino. Scopre una forza che sale dentro di lui, la forza cioè della fiducia. Quando l'uomo sente così l'aiuto di Dio, quando sente che egli è presente e viene in suo aiuto, subito il suo cuore è colmo di fede, e capisce allora che la preghiera è il rifugio del soccorso, la fonte della salvezza, il tesoro della fiducia, il porto libero dalla tempesta, la luce di coloro che sono nelle tenebre, il sostegno dei deboli, il sollievo nel tempo delle prove, l'aiuto in mezzo alla malattia, lo scudo che libera nelle lotte, la freccia lanciata contro il nemico. In una parola, la moltitudine dei beni entra in lui mediante la preghiera. Trova dunque le sue delizie ormai nella preghiera della fede. Il suo cuore risplende di fiducia.    

Don Andrea nella città eterna

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Nei giorni scorsi don Andrea si è recato a Roma per partecipare al Convegno che riunisce, ogni quattro anni, tutti i sacerdoti assistenti delle persone non vedenti e degli invalidi. Una quindicina di sacerdoti raccolti da tutte le zone d’Italia. Un’esperienza toccante e stimolante per l’incontro e le parole del Vescovo monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Grazie poi a monsignor Paolo...

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