« Credo, aiutami nella mia incredulità »

Santa Teresa d'Avila (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa - Castello Interiore, seste mansoni, cap. 4

febbraio 21 , 2022
Certe verità riguardanti la grandezza di Dio rimangono nell'anima così scolpite, che quand'anche non vi fosse la fede a dirle chi Egli sia, e a imporle di riconoscerlo per suo Dio, l'adorerebbe come tale fin da quel momento, come fece Giacobbe dopo aver veduto la scala (Gen 28,12). In quella visione egli dovette intendere molti altri segreti che poi non seppe spiegare. (...) Non so se quello che dico è giusto: l'ho udito raccontare, ma non so se ricordo bene. Neppure Mosè seppe dire tutto quello che vide nel roveto: disse soltanto quello che Dio gli permise. Certo che se il Signore non gli avesse mostrato dei segreti, e con tale certezza da fargli credere e vedere che Egli era Dio, mai Mosè si sarebbe gettato in tanti e così gravi travagli. Sotto le spine del roveto dovette intendere grandi cose che gli diedero coraggio per tutto quello che poi fece in favore del popolo d'Israele. Perciò, sorelle, dobbiamo guardarci dal voler intendere le cose occulte di Dio e dal cercarne le ragioni. Come crediamo che Egli è onnipotente, dobbiamo pur credere che data la nostra grande povertà, non possiamo comprendere le sue grandezze. Lodiamolo molto, affinché si compiaccia di farcene intendere qualcuna.     

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