" È dunque riservato ancora un riposo sabatico per il popolo di Dio" (Eb 4,9)

Afraate (?-ca 345), monaco e vescovo nei pressi di Mossul - Esposizioni, n. 13, 1.3.9

gennaio 21 , 2020
Il sabato non è stato messo come prova che permette di discernere fra la vita e la morte, la giustizia e il peccato, così come altre prescrizioni "mediante le quali, chiunque le metterà in pratica, vivrà" (Lev 18,5) o morirà se non le osserva. No, il sabato, a suo tempo, è stato dato al popolo in vista del riposo; con gli uomini, gli animali dovevano cessare il lavoro (Es 23,12). (...) Se il sabato non fosse stato istituito per il riposo di ogni essere che fa un lavoro corporale, le creature che non lavorano avrebbero dovuto, dall'inizio, anch'esse osservare il sabato per essere giustificate. Al contrario, vediamo continuamente il sole levarsi, la luna compiere la sua orbita, le stelle seguire la loro corsa, i venti soffiare, le nuvole vagare in cielo, gli uccelli volare, i ruscelli scaturire dalle sorgenti, le onde agitarsi, i fulmini cadere e illuminare il creato, il tuono scoppiare con violenza, gli alberi portare frutto, e ogni essere crescere e fortificarsi. Non vediamo in verità alcun essere riposarsi il giorno di sabato, salvo gli uomini e gli animali da soma che lavorano. A nessuno dei giusti dell'Antico Testamento è stato dato il sabato perché viva... Ma la fedeltà al sabato è stata prescritta affinché si riposino servi, schiave, mercenari, stranieri, bestie da soma, affinché possano riposarsi coloro che sono affaticati dal lavoro. Poiché Dio ha cura di tutta la creazione, delle bestie da soma come delle bestie feroci, degli uccelli come degli animali selvaggi. Senti ora quale è il sabato che piace a Dio. Isaia l'ha detto: "Ecco il riposo! Fate riposare lo stanco. Ecco il sollievo!" (28,12). (...) Perciò osserviamo fedelmente il sabato di Dio; facciamo ciò che piace a lui. Entreremo così nel sabato del grande riposo dove cielo e terra si riposeranno, dove ogni creatura è ricreata.    

Curiosità natalizie per i fedeli di Torre

Close

All’interno di alcuni registri parrocchiali della Chiesa di Torre si leggono brevi annotazioni lasciate dai diversi parroci che, nel tempo, si sono susseguiti nel loro apostolato. Don Giovanni Battista Zambonini (parroco a Torre dal 22 settembre 1696 al 18 dicembre1738) scrive: “Il Giorno della Natività di Giesù Christo io fesi piantare la Croce nel Cimitero, e questo fù l’anno 1697”. “Adì 29 dicembre 1714...

Continua...





Avvisi e Comunicazioni

Caritas - Carrello solidale: aperture di giugno
27, 29 e 30 giugno Leggi

Festa del centenario di Fondazione del Gruppo Alpini
10 luglio, domenica Leggi