« Ecco l’Agnello di Dio »

San Cirillo d'Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa - Commento al vangelo di Giovanni; PG 73, 91-194

gennaio 03 , 2017
Un solo Agnello è morto per tutti, salvando tutto il gregge umano per riportarlo al Padre; uno per tutti, per sottomettere tutti a Dio: uno per tutti per salvare tutti, “perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro” (2 Cor 5,15). Eravamo immersi in molti peccati e perciò soggetti alla morte e alla corruzione; perciò il Padre diede il Figlio suo per la nostra redenzione, uno per tutti, perché tutte le cose sono in lui ed egli è al di sopra di tutto. Lui solo è morto per tutti perché tutti viviamo in lui. La morte che aveva inghiottito l’Agnello ucciso per noi, restituì tutti in lui e con lui. Tutti infatti eravamo in Cristo, che per noi e al nostro posto è morto, ma è anche risuscitato. Ora, distrutto il peccato, chi poteva impedire che anche la morte, sua conseguenza, venisse distrutta? Seccata la radice, come poteva conservarsi il germe. Morto il peccato, quale causa di morte rimaneva per noi? Infatti, riguardo all’uccisione dell’Agnello di Dio, diciamo con solenne esultanza: “Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?” (1 Cor 15,55)    

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