« Gesù stese la mano e lo toccò »

San Paolo VI, papa dal 1963 al 1978 - Omelia del 29/01/1978 alla Giornata mondiale contro la lebbra

gennaio 13 , 2022
Il gesto affettuoso di Gesù che si avvicina ai lebbrosi, confortandoli e guarendoli, trova nella Passione la sua piena e misteriosa espressione. Suppliziato, sfigurato dal sudore di sangue, dalla flagellazione, dalla corona di spine, dalla crocifissione, abbandonato dal popolo immemore dei suoi benefici, nella sua Passione Gesù si identifica con i lebbrosi; diventa la loro immagine e il loro simbolo, come ne aveva avuto l'intuizione il profeta Isaia nel contemplare il mistero del Servo del Signore: “Non ha apparenza né bellezza. Disprezzato e reietto dagli uomini, come uno davanti al quale ci si copre la faccia. (...) E noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato” (Is 53,2-4). Ma proprio dalle piaghe del corpo suppliziato di Gesù e dalla potenza della sua risurrezione sgorgano la vita e la speranza per tutti gli uomini colpiti dal male e dalle infermità.      La Chiesa è sempre stata fedele alla sua missione di annunciare la parola di Cristo unita al gesto di misericordia solidale nei confronti dei più umili, degli ultimi. Lungo i secoli si è avuto un crescendo di dedizione sconvolgente e straordinaria in favore di quanti erano colpiti dalle malattie umanamente più repellenti. La storia mette nettamente in luce il fatto che per primi i cristiani si sono preoccupati del problema dei lebbrosi. L'esempio di Cristo ha fatto scuola; è stato fecondo in gesti di solidarietà, di dedizione, di generosità e di carità disinteressata.     

Gallery

Close

Una ampia galleria immagini. Sfoglia l'album della tua parrocchia!

Continua...





Avvisi e Comunicazioni

San Lorenzo
10 agosto, mercoledì, ore 21.00 Leggi