« Gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente»

Baldovino di Ford (?-ca 1190), abate cistercense, poi vescovo - Sul Sacramento dell'altare, II,1 ; SC 93, 169

ottobre 17 , 2019
Coloro che hanno versato il sangue di Cristo non l'hanno fatto allo scopo di cancellare i peccati del mondo... Inconsapevolmente però hanno servito il disegno della salvezza. La salvezza del mondo, che avrebbe seguito, non dipendeva dal loro potere, né dalla loro volontà, né dalla loro intenzione, né dal loro agire, bensì è venuta dalla potenza, dalla volontà, dall'intenzione, dall'agire di Dio. In quell'effusione di sangue infatti, non era all'opera solamente l'odio dei persecutori, ma anche l'amore del Salvatore. L'odio ha fatto la sua opera di odio, l'amore ha fatto la sua opera di amore. Non l'odio, bensì l'amore ha operato la salvezza. Versando il sangue di Cristo, l'odio ha riversato se stesso, perché fossero «svelati i pensieri di molti cuori» (Lc 2,35). Anche l'amore, spargendo il sangue di Cristo, spargeva se stesso, perché l'uomo sapesse quanto Dio lo ama: «Egli non ha risparmiato il proprio Figlio» (Rm 8,32). «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16). Questo Figlio unigenito è stato offerto, non perché i suoi nemici avessero prevalso, bensì perché lui in prima persona l'ha voluto. «Dopo aver amato i suoi, li amò sino alla fine» (Gv 13,1). La fine, è la morte accettata per coloro che egli ama: ecco la fine di ogni perfezione, la fine dell'amore perfetto. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13).    

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