« I ciechi vedono…, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella »

San Cirillo d'Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa - Primo dialogo cristologico, 706; SC 97, 27

dicembre 11 , 2016
« Colui che viene dopo di me è più potente di me; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco » (Mt 3, 11). Diremo forse che l’opera di battezzare in Spirito Santo e fuoco è di un’umanità simile alla nostra? Come potrebbe esserlo? Eppure, parlando di un uomo che non si è ancora fatto conoscere, Giovanni dichiara che egli battezza « in Spirito Santo e fuoco ». Non trasmettendo ai battezzati uno spirito non suo, come avrebbe fatto un servo qualsiasi, bensì come uno che è Dio per natura, e dona con sovrana potenza quello che viene da lui e a lui appartiene come suo essere. Per questa grazia, l’impronta divina si imprime in noi. Infatti, in Cristo Gesù, siamo trasformati, fatti simili all’immagine divina; non perché il nostro corpo sia nuovamente plasmato, ma perché ricevendo lo Spirito Santo possiamo entrare in possesso di Cristo stesso, al punto di poter gridare ormai nella gioia: « La mia anima esulta nel Signore, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza » (Is 61,10). Infatti, dice l’apostolo Paolo: « Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo » (Ga 3,27). Siete forse stati battezzati in un uomo? Silenzio, tu che sei soltanto uomo; vuoi forse abbassare fino a terra la nostra speranza? Siamo stati battezzati in un Dio fatto uomo; egli libera dalle loro pene e dalle loro colpe quanti credono in lui. « Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo… Dopo riceverete il dono dello Spirito Santo » (At 2,38). Allontana chi si attacca a lui… Fa sgorgare in noi la sua stessa natura… Lo Spirito appartiene in proprio al Figlio, che è divenuto un uomo simile a noi. Infatti egli è la vita di tutto quanto esiste.    

San Lorenzo in Guardasone

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La chiesa di san Lorenzo di Guardasone si trova alla sommità del monte Oca. La sua edificazione in questo luogo avvenne nella seconda metà del Cinquecento, dopo che Ottavio Farnese, nel corso della guerra contro il duca d’Este il cui esercito si era barricato in Guardasone, distrusse sia il castello che la Guardiola. Il primo documento che attesta  la presenza di due chiese, una rovinata e l’altra da poco...

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