« Il suo volto brillò come il sole » (Mt 17,2)

Pietro il Venerabile (1092-1156), abate di Cluny - Omelia 1 per la Trasfigurazione: PL 189, 959-960.

agosto 06 , 2021
Perché stupirsi del fatto che il volto di Gesù sia divenuto come il sole, giacché era lui stesso il sole? Era il sole, eppure restava nascosto sotto la nube. Ora, la nube si apre, e lui risplende per un istante. Che cos'è questa nube che si apre? Non è la carne, bensì la debolezza della carne che scompare un momento. È la nube della quale parla il profeta: « Ecco, il Signore cavalca una nube leggera » (Is 19, 1); nube della carne che copre la divinità, leggera perché non porta nessun peccato; nube che vela lo splendore divino, leggera perché assunta nello splendore eterno; nube della quale è detto nel Cantico dei Cantici: « Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo » (Ct 2, 3), leggera perché è la carne dell'Agnello che toglie i peccati del mondo, cosicché il mondo, alleggerito del peso di tutti i suoi peccati, è elevato in alto nei cieli. Il sole, velato di questa carne non è quello che sorge per i malvagi e per i buoni, bensì « il sole di giustizia » (Ml 3, 20) che sorge soltanto per coloro che temono Dio. Rivestito con questa nube di carne, oggi la luce che illumina ogni uomo risplende. Oggi glorifica questa stessa carne, la presenta deificata agli apostoli affinché gli apostoli la rivelino al mondo.     

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