« La bambina non è morta, ma dorme »

San Pietro Crisologo (ca 406-450), vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa - Discorsi, 34 ; CCL 24, 193s

giugno 27 , 2021
Tutte le letture evangeliche ci offrono i grandi beni della vita presente e della futura. Ma la lettura di oggi compendia tutto ciò che concerne la speranza ed esclude ogni motivo di disperazione... Ora parliamo del capo della sinagoga che, mentre conduce Cristo da sua figlia, offre modo a una donna di giungere al Cristo... Consapevole del futuro, il Cristo non ignorava che gli sarebbe venuta incontro quella donna: da lei il capo dei Giudei avrebbe imparato che Dio non ha bisogno di spostarsi da un luogo all'altro, né di essere condotto per una strada, o sollecitato per una presenza fisica; ma si deve credere che Dio è presente in ogni luogo, interamente, ovunque e sempre, e che può far tutto col solo volere, senza fatica: dare la forza, non toglierla; sottrarre alla morte con un comando, non con la mano; rendere la vita con un ordine, non con la medicina... Cristo, giunto alla casa vide che la fanciulla era per essi come ormai perduta, allora, per muovere alla fede gli animi increduli, dice che non è morta ma dorme: affinché credessero che era più facile risorgere dalla morte che dal sonno. Per Dio la morte è veramente un sonno, perché lui fa risorgere alla vita più prontamente di uno che dorme ed è svegliato da un altro... Ascolta l'apostolo Paolo: «In un istante, in un batter d'occhio, i morti risorgeranno» (1 Cor 15,52)... Come avrebbe potuto dire in parole l'immediatezza della risurrezione, quando la potenza divina supera la velocità stessa? E in che modo si potrebbe parlare del tempo quando i beni eterni che ci vengono donati non sono sottoposti al tempo?     

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