« Lo Spirito dà vita » (2Cor 3,6)

San Cirillo di Gerusalemme (313-350), vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa - Catechesi n° 16

maggio 23 , 2017
«L'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,14). Intendeva parlare di un'acqua viva e zampillante di nuovo genere: zampillante, ma su quanti vogliono rendersene degni. Perché chiamò « acqua » la grazia dello Spirito? Perché l'acqua è l'elemento costitutivo dell'universo, fonte della vita vegetale e animale. La pioggia scende dal cielo con una sola forma, ma produce forme diverse... in una forma nella palma e in un'altra nella vite. È tutto per tutte le cose, ed è sempre acqua non diversa da quella che era prima: la medesima pioggia, che in continuazione si trasforma, cadendo in una forma o in un'altra, e adattandosi a una struttura o a un'altra degli esseri che la ricevono fino a diventare quello che ciascun essere è. Così lo Spirito Santo, uno, semplice e indivisibile, «distribuisce la sua grazia a ciascuno come vuole» (1 Cor 12,11). Come al contatto con l'acqua un albero già quasi secco emette nuovi polloni, così con la conversione che rende degni dello Spirito Santo l'anima già peccatrice produce grappoli di santità. Per volere del Padre e nel nome di Cristo, è un solo Spirito che opera molteplici virtù. Si manifesta nella lingua di uno come spirito di saggezza e nella mente illuminata d'un altro come spirito di profezia, conferisce a uno il potere di scacciare i demoni e ad un altro il dono di interpretare le Scritture, elargisce a uno la forza di mantenersi casto e ad un altro la conoscenza della vera misericordia, insegna a uno le vie del digiuno e dell'ascesi e ad un altro quelle del disprezzo degli interessi corporali o della preparazione al martirio. Egli non muta in se stesso, eppure come sta scritto: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune» (1 Cor 12,7).    

“Se avessi compreso anche tu, in questo...

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Mi son messo alla finestra… Il sole cominciava a sorgere. Una pace immensa regnava nella natura. Ogni cosa cominciava a svegliarsi, la terra, il cielo, gli uccelli. Tutto, poco a poco, cominciava a svegliarsi al ‘comando’ di Dio. Tutto obbediva alle sue leggi divine, senza lamenti né sussulti, dolcemente, con mitezza, sia la luce che le tenebre, sia il cielo azzurro che la dura terra coperta della rugiada dell’alba. Quanto è buono Dio! Pensavo....

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