« Mandi il tuo Spirito... e rinnovi la faccia della terra » (Ps 103,30)

Sant'Aelredo di Rievaulx (1110-1167), monaco cistercense inglese - Discorso sulla settupla voce dello Spirito alla Pentecoste

maggio 31 , 2020
In principio, lo Spirito di Dio riempì l'universo, secondo il disegno di Dio. « Si estende da un confine all'altro con forza, governa con bontà eccellente ogni cosa » (Sap 8,1). Ma per quanto riguarda la sua opera di santificazione, è soltanto a partire dal giorno della Pentecoste che « lo Spirito del Signore riempie l'universo » (Sap 1,7). Infatti oggi questo Spirito di mitezza è mandato dal Padre e dal Figlio per santificare ogni creatura secondo un piano nuovo, un modo nuovo, una manifestazione nuova della sua potenza e della sua forza. Prima, « non c'era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato » (Gv 7,39)... Oggi, venendo dalla dimora, lo Spirito viene dato alle anime dei mortali con tutta la sua ricchezza, tutta la sua fecondità. Perciò questa rugiada divina si posa su tutta la terra, nella diversità dei suoi doni spirituali. È giusto che la pienezza delle sue ricchezze sia scesa per noi dall'alto del cielo, dato che pochi giorni prima, grazie alla generosità della nostra terra, il cielo aveva ricevuto un frutto di una dolcezza meravigliosa... L'umanità di Cristo, è tutta la grazia della terra; lo Spirito di Cristo, è tutta la dolcezza del cielo. È avvenuto dunque uno scambio molto salutare: l'umanità di Cristo era salita dalla terra al cielo; oggi dal cielo è disceso verso di noi lo Spirito di Cristo... Dappertutto agisce lo Spirito Santo; dappertutto lo Spirito prende la parola. Certamente, prima dell'Ascensione, lo Spirito del Signore era stato dato ai discepoli quando il Signore aveva detto: « Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi ». Ma prima della Pentecoste, non si era sentita la voce dello Spirito Santo, non si era visto brillare la sua potenza. E la sua conoscenza non era venuta fino ai discepoli di Cristo, il cui coraggio non era ancora stato confermato, visto che erano ancora costretti a nascondersi dalla paura, in una stanza chiusa a chiave. A partire da oggi però, « Il Signore tuona sulle acque..., il tuono saetta fiamme di fuoco..., e tutti dicono: Gloria! » (Sal 28,3-9).     

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