« Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena »

San Giovanni Maria Vianney (1786-1859), sacerdote, curato d'Ars - Catechismo sulla preghiera

maggio 23 , 2020
Fate bene attenzione, figlioli miei: il tesoro di un cristiano non è sulla terra, ma nel cielo (Mt 6,20). Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro tesoro. Questo è il bel compito dell'uomo: pregare e amare. Voi pregate e amate, ecco, questa è la felicità dell'uomo sulla terra. La preghiera non è nient'altro che l'unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa soavità e dolcezza che inebria. In questa unione intima, Dio e l'anima sono come due pezzi di cera fusi insieme, che nessuno può più separare. Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura. È una felicità questa che non si può comprendere. Noi eravamo diventati indegni di pregare; ma Dio, nella sua bontà, ci ha permesso di parlare con lui. La nostra preghiera è incenso a lui quanto mai gradito. Figliuoli  miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio. La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nell'anima e fa che tutto sia dolce. Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole.    

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