« Prenda la sua croce e mi segua »

San Paolino da Nola (355-431), vescovo - Lettera 38, 3-4.6; PL 61, 359-360

agosto 11 , 2017
Compiendo il misterioso disegno della sua bontà, il Signore assume la condizione di servo e consente ad umiliarsi per noi fino alla morte di croce (Fil 2, 8). Mediante questa umiliazione visibile, attua la nostra elevazione al cielo, che è interiore e invisibile. Guarda dove eravamo caduti fin dal principio; comprendilo bene, è grazie al disegno della sapienza e della bontà di Dio che siamo stati resi alla vita. Con Adamo eravamo caduti a causa della superbia; per questo, ci umiliamo in Cristo per cancellare l'antica colpa con la pratica della virtù opposta. Abbiamo offeso il Signore con la nostra superbia, possiamo ora piacergli mediante la nostra umiltà. Rallegriamoci, glorifichiamoci nel Signore, che ha fatto nostro il suo combattimento e la sua vittoria dicendo: « Abbiate fiducia; io ho vinto il mondo » (Gv 16, 33)... Lui che è invicibile, combatterà per noi, e vincerà in noi. Allora il principe delle tenebre sarà buttato fuori, perché, anche se non è scacciato dal mondo dove è ovunque, è scacciato dal cuore dell'uomo; la fede, quando penetra in noi, lo respinge per far largo a Cristo la cui presenza butta fuori il peccato ed esilia il serpente... Gli oratori conservino la loro eloquenza, i filosofi la loro saggezza, i re i loro regni; per noi, è Cristo la gloria, le ricchezze e il regno; la stoltezza del Vangelo è la nostra sapienza; la debolezza della carne è la nostra forza, e lo scandalo della croce è la nostra gloria (1Cor 18,23).    

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