« Pur essendo di natura divina... spogliò se stesso assumendo la condizione di servo » (Fil 2,6-7)

Isacco della Stella (? - ca 1171), monaco cistercense - Discorsi, 12; SC 130, 251

marzo 30 , 2020
Il Signore Gesù, Salvatore di tutti, “si è fatto tutto a tutti” (1 Cor 9,22), in modo da rivelarsi come il più piccolo tra i piccoli, pur essendo più grande dei grandi. Per salvare un’anima sorpresa in adulterio e accusata dai demoni, si china fino a scrivere col dito per terra (...). Egli è in persona quella santa e sublime scala vista in sonno dal viaggiatore Giacobbe (Gen 28,12), la scala eretta dalla terra verso Dio e tesa da Dio verso la terra. Quando lo vuole, egli sale fino a Dio, a volte in compagnia di alcuni, a volte senza che nessun uomo possa seguirlo. E quando lo vuole, raggiunge la folla degli uomini, guarisce i lebbrosi, mangia con i pubblicani e i peccatori, tocca i malati per guarirli. Beata l’anima che può seguire il Signore Gesù dovunque va, salendo nel riposo della contemplazione o scendendo nell’esercizio della carità, seguendolo fino ad abbassarsi nel servizio, fino ad amare la povertà, fino a sopportare la fatica, il lavoro, i pianti, la preghiera e infine la compassione e la passione. È venuto infatti per obbedire fino alla morte, per servire, non per essere servito, e per dare, non oro né argento, bensì il suo insegnamento e il suo sostegno alla moltitudine, la sua vita per molti (Mt 10,45). (...) Questa sia dunque per voi, fratelli, il modello della vita: (...) seguire Cristo salendo verso il Padre, (...) seguire Cristo scendendo verso il fratello, non rifiutando nessun esercizio della carità, facendosi tutto a tutti.    

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