« Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro » (Exultet)

Santo Hesychius (?-ca 451), monaco, sacerdote - Omelia 1 per Pasqua; SC 189, 63

aprile 15 , 2017
Il cielo brilla quando viene illuminato dal coro delle stelle, e l’universo brilla più ancora quando sorge la stella del mattino. Ma questa notte risplende ora, meno per il chiarore degli astri che per la gioia davanti alla vittoria del nostro Dio e Salvatore. “Abbiate fiducia, dice infatti, io ho vinto il mondo” (Gv 16,33). Dopo questa vittoria di Dio sull’avversario invisibile, anche noi vinceremo certamente sui demoni. Rimaniamo dunque vicino alla croce della nostra salvezza, per cogliere i primi frutti dei doni di Gesù. Celebriamo questa santa notte con le fiaccole sacre; facciamo salire una musica divina, cantiamo un inno celeste; il “Sole di giustizia” (Mal 3,2) nostro Signore Gesù Cristo, ha illuminato questo giorno per il mondo intero, è sorto per mezzo della croce, ha salvato i credenti... La nostra assemblea, fratelli, è in festa per la vittoria, la vittoria del Re dell’universo, Figlio di Dio. Oggi il diavolo è stato vinto dal crocifisso e tutta l’umanità è colmata di gioia dal Risorto... Questo giorno grida: “Oggi ho visto il Re celeste, avvolto di luce, innalzarsi al di sopra del lampo e di ogni chiarore, al di sopra del sole e delle acque, al di sopra delle nuvole”... È stato prima nascosto nel seno di una donna, poi nel seno della terra, santificando prima coloro che sono generati, poi rendendo la vita per mezzo della sua risurrezione a coloro che sono morti, infatti ecco che le sofferenze, i dolori del parto e il pianto se ne sono andati (cfr Is 35,10)... Oggi, con il Risorto, il paradiso viene aperto, Adamo è reso alla vita, Eva è consolata, la preghiera è stata ascoltata, il regno è preparato, l’uomo è salvato, Cristo è adorato. Ha calpestato la morte, ha fatto prigioniero quel tiranno, ha spogliato il soggiorno dei morti. Sale in cielo, vincitore come un re, glorioso come un principe..., e dice a suo Padre: “Ecco, o Dio, io e i figli che mi ha dato” (Eb 2,13). Gloria a lui, ora e nei secoli dei secoli.    

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