« Qui muoio di fame! Andrò da mio padre »

Sant'Andrea di Creta (660-740), monaco e vescovo - Grande Canone della liturgia ortodossa per la quaresima, Prima ode

marzo 18 , 2017
Da quale punto comincerò a piangere le opere della mia vita? Quali saranno i primi accenti di questo canto di lutto? Concedimi, o Cristo, nella tua misericordia, il perdono dei miei peccati... Come il vasaio plasma l’argilla, mi hai dato, o mio Creatore, carne e ossa, alito e vita. Signore che mi hai creato, mio giudice e mio Salvatore, oggi, riportami da te. O mio Salvatore, davanti a te confesso le mie colpe. Sono caduto sotto i colpi del Nemico, Ecco le piaghe con le quali i miei pensieri di morte, come dei briganti, hanno ferito la mia anima e il mio corpo (Lc 10, 29). Ho peccato, Salvatore, ma so che tu ami l’uomo. Ci castiga la tua tenerezza e la tua misericordia è ardente. Mi vedi che piango e mi vieni incontro, come il Padre accoglie il figlio prodigo. Fin dalla giovinezza, o mio Salvatore, ho disprezzato i tuoi comandamenti. Ho trascorso la mia vita nelle passioni e nell’incoscienza. Grido a te: prima che venga la morte, salvami... Nel vuoto ho dissipato il patrimonio della mia anima. Non ho i frutti del fervore, e ho fame. Grido: Padre, pieno di tenerezza, vieni a me, prendimi nella tua misericordia. Quell’uomo assalito dai ladri, sono io, in mezzo allo smarrimento dei miei pensieri. Mi colpiscono, mi feriscono. Ma rivolgiti a me, Cristo Salvatore e guariscimi. Il sacerdote mi vide e passò dall’altra parte. Il levita mi vide nudo e sofferente, ma passò oltre... Ma tu, Gesù nato da Maria, ti fermi e mi soccorri... Mi getto ai tuoi piedi, Gesù, ho peccato contro il tuo amore. Liberami di questo carico troppo pesante e nella tua misericordia, accoglimi. Non entrare in giudizio contro di me, non svelare le mie azioni, non scrutare i miei motivi e i miei desideri. Ma nella tua compassione, o Dio Onnipotente, chiudi gli occhi sulle mie colpe e salvami. Ecco il tempo della conversione. Vengo a te. Liberami del carico pesante dei miei peccati e, nella tua tenerezza, dammi le lacrime del pentimento.    

Una storia a lieto fine per un lieto anno nuovo

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Per iniziare positivamente il nuovo anno, raccontiamo una storia che, anche se sorprendente ai nostri giorni, è veramente accaduta a Traversetolo nel 1800. È una testimonianza di quanto, anche nella miseria, fossero accoglienti e buoni di cuore i traversetolesi (per lo meno alcuni). I fatti hanno inizio nel settembre del 1869. In occasione della Sagra del paese, un certo Orlandi Luigi, di professione marionettista, era giunto a Traversetolo ed aveva collocato il...

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