« Ricordati del giorno di sabato per santificarlo » (Es 20,8)

Leone XIII, papa dal 1878 al 1903 - Rerum novarum, 32

gennaio 19 , 2021
La vita del corpo, benché buona e desiderabile, non è il fine per cui siamo stati creati. Essa è una via e un mezzo per giungere alla perfezione dell'anima, attraverso la conoscenza del vero e l'amore per il bene. L'anima porta scolpita in sé l'immagine e la somiglianza divina (Gen 1,26); in essa risiede la sovranità di cui l'uomo è stato investito quando ricevette l'ordine di esercitare il proprio dominio sulla natura e di soggiogare il mare e la terra (Gen 1,28). (...) Da questo punto di vista, tutti gli uomini sono uguali; non esistono differenze tra ricchi e poveri, padroni e servi, principi e sudditi, « dato che lui stesso è il Signore di tutti» (Rm 10,12). A nessuno è lecito violare impunemente la dignità dell'uomo, che Dio stesso onora con grande rispetto, né ostacolare il cammino dell'uomo verso quella perfezione che corrisponde alla vita eterna e celeste. (... )       Ne consegue la necessità del riposo, cioè di cessare le attività nel giorno del Signore. Del resto, non dobbiamo vedere nel riposo un incoraggiamento nei confronti dell'ozio sterile, e tanto meno un modo per diventare sfaccendati, fonte d'immoralità e occasione di spreco; si tratta di un riposo santificato dalla religione. (...) Questa è la caratteristica essenziale e la ragione d'essere di quel riposo del settimo giorno, che Dio aveva già iscritto tra i principali articoli della Legge: « Ricordati di santificare il giorno di sabato » (Es 20,8) e di cui egli stesso aveva dato esempio attraverso il misterioso riposo preso subito dopo la creazione dell'uomo: « Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro » (Gen 2,2).    

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