« Sono coloro che ascoltano la Parola, l'accolgono e portano frutto »

Beato Guerrico d'Igny (ca 1080-1157), abate cistercense - Discorso per Natale, 5; SC 166, 227

gennaio 27 , 2021
Certamente, «è sicura e degna di essere da tutti accolta» (1 Tm 1,15), la tua Parola onnipotente, Signore! Disceso in un profondo silenzio dall'alto dal trono regale del Padre (Sap 18,14), fino in una mangiatoia, ci parla meglio, per il momento, con il suo silenzio. «Chi ha orecchi per intendere intenda» ciò che dice il santo e misterioso silenzio del Verbo eterno. (...) C'è qualcosa infatti che inculchi la regola del silenzio con più peso e autorità, che reprima il male inquieto della lingua e le tempeste della parola (...) quanto la Parola di Dio silenziosa fra gli uomini? «La mia parola non è ancora sulla lingua» (Sal 138,4) sembra proclamare la Parola onnipotente quando si sottomette a sua madre. E noi, con quale follia diciamo: «Per la nostra lingua siamo forti; ci difendiamo con le nostre labbra: chi sarà nostro padrone» (Sal 11,5). Quanto mi sarebbe dolce, se questo mi fosse permesso, osservare il silenzio, ritirarmi e tacere, anche a proposito del bene, per poter prestare un orecchio più attento, più raccolto, alle parole segrete e ai significati sacri di questo divino silenzio. Quanto mi sarebbe buono imparare dal Verbo, per lo stesso tempo durante il quale anche lui ha osservato il silenzio, imparando da sua madre. (...) «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Poniamo tutta la nostra devozione, fratelli, nel meditare su Cristo avvolto nelle fasce di cui sua madre l'ha coperto, per poter vedere, nella gioia eterna del Regno, la gloria e la bellezza di cui suo Padre l'avrà rivestito.     

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