« Vi fu una grande bonaccia »

Sant'Antonio di Padova (ca 1195 – 1231), francescano, dottore della Chiesa - Discorsi per la domenica

gennaio 28 , 2017
“Gesù salì in una barca”. Appena uno sale nella barca della penitenza, si solleva un gran turbamento nel mare. Il mare, è il nostro cuore. “Più fallace di ogni altra cosa è il cuore e difficilmente guaribile; chi lo può conoscere?” dice Geremia (17,8); “Potenti sono le voci delle acque” (Sal 93,4). La superbia le gonfia, l’ambizione le porta fuori dei loro argini, la tristezza le copre delle sue nuvole, i pensieri vani le intorbidiscono, la lussuria e la gola le fanno schiumare. Ora solo coloro che salgono nella barca della penitenza sentono questo movimento del mare, questa violenza del vento, questa agitazione delle onde. Coloro che rimangono a terra non si accorgono di nulla... Il diavolo, appena si sente disprezzato dal penitente, ne resta scandalizzato e solleva la tempesta; e soltanto “gridando e scuotendo fortemente”, se ne va (Mc 9,26). “Allora Gesù sgridò il vento e il mare”. Disse Dio a Giobbe: “Chi ha chiuso tra due porte il mare?... E ho detto “fin qui giungerai e non oltre e qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde” (38,8-11). Solo il Signore può chiudere tra due porte l’amarezza della persecuzione e della tentazione... Quando fa cessare la tentazione, dice: “Qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde”. La tentazione cederà davanti alla misericordia di Gesù Cristo. Quando il diavolo ci tenta, dobbiamo dire, con tutta la devozione della nostra anima: “In nome di Gesù Cristo che ha ordinato ai venti e al mare, io ti ordino di allontanarti da me” (cfr At 16,18). “E vi fu una grande bonaccia”. Questo leggiamo nel libro di Tobia: “Chiunque ti teme sa che, se la sua vita è stata messa alla prova, riceverà anche la corona; se è passato attraverso la tribolazione, otterrà la liberazione, se ha sperimentato la correzione, potrà conoscere la tua misericordia. Perché tu certo non sei contento che noi andiamo perduti, ma, dopo la burrasca, fai venire il sereno e dopo lacrime di pianto diffondi la gioia” (3,21-22 volg).    

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