"A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?"

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo - Discorsi su san Lucca, 7; PG 13, 1817s

maggio 31 , 2019
“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?” Queste parole: “A che debbo?” non sono un segno di ignoranza, come se Elisabetta, piena dello Spirito Santo non sapesse che la Madre del Signore fosse venuta per volontà di Dio. Il senso delle sue parole è questo: “Cosa ho fatto di bene? In cosa le mie opere hanno tanto valore da far sì che la Madre del Signore venga a trovarmi? Sono forse una santa? Per quale perfezione, per quale fedeltà interiore ho meritato questo favore, una visita della Madre del Signore?” “Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo”. Aveva sentito che il Signore era venuto per santificare il suo servo ancor prima della sua nascita. Che io possa essere considerato pazzo da coloro che non hanno la fede, per aver creduto tali misteri!... Perché, ciò che è ritenuto follia da questa gente è per me occasione di salvezza. Infatti se la nascita del Salvatore non fosse stata celeste e beata, se non avesse avuto nulla di divino e di superiore alla natura umana, la sua dottrina non avrebbe mai raggiunto tutta la terra. Se nel seno di Maria non vi fosse stato altro che un uomo, e non il Figlio di Dio, come sarebbe potuto succedere che, in quell’ epoca e ancora oggi, ogni sorta di malattia, non solo del corpo, ma anche dell’anima avesse potuto essere guarita?... Se raccogliamo quanto è stato riferito di Gesù, possiamo constatare che tutto ciò che è stato scritto a suo riguardo viene considerato divino e degno di ammirazione. Infatti la sua nascita, la sua educazione, la sua potenza, la sua Passione, la sua risurrezione, non sono soltanto dei fatti che sono successi in quell’ epoca: operano in noi, ancora oggi.    

San Nicolò in Cazzola

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Le origini medioevali della chiesa di Cazzola sono ancora visibili nella struttura architettonica della parte absidale esterna, a conci regolari e con archetti ciechi a decoro della fascia terminale. Le prime testimonianze inerenti la presenza di un edificio sacro risalgono al 1230. La chiesa è infatti  ricordata tra le cappelle del pievato di Traversetolo nel Capitulum Decimarum Omnium Ecclesiarum del 1230. Ancora nelle decime del 1299 viene...

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