A proposito delle celebrazioni funebri

aggiornamento delle disposizioni diocesane - comunicato 1 maggio 2020

maggio 02 , 2020

Visto il DPCM del 26 aprile 2020, che recita:

Art. 1 Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale 1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus CoVid-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure: … i) Sono sospese le cerimonie civili e religiose; sono consentite le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino ad un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Art. 10 Disposizioni finali 1. Le disposizioni del presento decreto si applicano dalla data del 4 maggio 2020 e sono efficaci fino al 17 maggio 2020;
vista la Nota della CEI sulle Esequie, del 30 aprile 2020, complementare al testo del Ministero dell’Interno dello stesso giorno (ivi allegata);

aggiornando le precedenti disposizioni diocesane in tema di funerali del 10 marzo 2020, che restano in vigore fino al 3 maggio compreso;

dal 4 fino al 17 maggio prossimo compreso, relativamente alle Parrocchie della Diocesi di Parma, riguardo alle celebrazioni funebri si forniscono le seguenti indicazioni necessarie per il servizio che siamo chiamati a compiere come presbiteri, diaconi ed altri operatori pastorali che vi fossero in qualsiasi modo coinvolti:

1.Restano vietate tutte le veglie funebri, nonché la “levata” sia presso la casa del defunto che la camera mortuaria o la sala del commiato.

2. Se la celebrazione avviene in Chiesa, quanto alla sanificazione, questa sia stata fatta in precedenza mediante pulizia delle superfici e degli arredi con idonei detergenti ad azione antisettica. Ciò non è necessario se è stata predisposta una celebrazione all’aperto.
Il feretro arrivi direttamente sul luogo della celebrazione esequiale, che si svolgerà alla presenza di un massimo di quindici persone, il cui accesso sarà garantito da un addetto alla sicurezza che procederà alla misurazione della temperatura corporea attraverso un termometro digitale a distanza o un termo-scanner. Questa disposizione è richiesta anche per le celebrazioni all’aperto.
Venga bloccato l’accesso a chi risulti avere una temperatura corporea superiore ai 37,5°C. Tutti i presenti indosseranno dispositivi di protezione personale e rispetteranno la distanza di sicurezza interpersonale. Durante l’Eucaristia nelle esequie il celebrante avrà cura di osservare scrupolosamente le avvertenze igieniche: all’altare non è necessario indossi la mascherina, se il corporale con le specie eucaristiche verrà collocato a distanza da chi presiede e le specie staranno coperte; al momento della Comunione il sacerdote od altro ministro che distribuisce l’Eucarestia ai fedeli dovrà indossare la mascherina a coprire adeguatamente naso e bocca ed aver provveduto alle adeguate purificazioni – con acqua mista a disinfettante – prima e dopo tale servizio, avendo cura di comunicare sulla mano i fedeli che lo desiderano e che saranno rimasti al loro posto a distanza di sicurezza.

3. Terminata la celebrazione funebre, si vigili che non abbia ad aver luogo alcun assembramento sul sagrato. Nel caso che dalla Chiesa la salma venga portata direttamente al Cimitero, in ogni caso non si faccia alcun corteo funebre. Il ministro (presbitero o diacono) attenda il feretro al Cimitero, dove potrà procedere alla benedizione del sepolcro con il rito previsto (anche per la deposizione delle ceneri) secondo il rituale delle Esequie, CEI 2011: Parte I – cap. IV, nn. 2-3. Sia raccomandato ai pochi presenti (quantificati dalle ordinanze comunali) il rispetto delle distanze imposte dalla normativa, nonché l’uso dei dispositivi di sicurezza.

Nel dare queste ulteriori disposizioni, che a qualcuno possono sembrare anche troppo particolareggiate, ci muove solo e sempre il bene del popolo di Dio che ci è stato affidato e la responsabilità sociale nei confronti della salute pubblica e della tutela delle persone più vulnerabili, per età e condizione fisica. Questo è soltanto il primo passo nel cammino, che speriamo breve, di ritorno alla convocazione delle nostre comunità per celebrare gli eventi della nostra fede.
Anche per dare un segno concorde di cura pastorale occorre che tutti si attengano a queste indicazioni, evitando di porre gesti “in solitaria” che, al di là di tutte le buone intenzioni, avrebbero come effetto quello di disorientare i fedeli e più in generale l’opinione pubblica.

Ringraziando per l’accoglienza, auguro a voi ed alle vostre comunità una buona “Domenica del Buon Pastore”, 57a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni!

Don Luigi Valentini
Vicario generale
Parma, 1° maggio 2020

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