«A quanti però l'hanno accolto, a quelli che credono nel suo nome, ha dato potere di diventare figli di Dio»

San Clemente d'Alessandria (150-ca 215), teologo - Omelia «Quale ricco potrà salvarsi?», 37

gennaio 05 , 2020
Contempla i misteri dell'amore e vedrai il «seno del Padre» che solo «il Figlio unigenito ci ha fatto conoscere», Lui che è Dio (Gv 1,18). Dio stesso è amore (1Gv 4,8) e per questo amore si è fatto conoscere da noi. Nel suo essere ineffabile è Padre; nel suo amore infinito per noi è divenuto Madre. Nell'amore il Padre si manifesta anche madre. Ne è prova stupefacente colui che il Padre ha generato. E il Figlio, frutto dell'amore, è lui stesso amore. Per questo amore ha voluto scendere sulla terra. Per questo amore ha preso la nostra umanità. Ancora per questo amore, liberamente, ha sofferto ciò che è proprio della condizione umana. Così, assumendo la nostra debolezza, per amore nostro, ci ha ristabiliti nella sua forza. Al momento di offrirsi in sacrificio e donare la sua stessa vita come prezzo della redenzione, ci ha lasciato un nuovo testamento: «Vi do il mio amore» (cf Gv 13,34; 14,27). Qual è questo amore? Che valore ha? Per ciascuno di noi «Egli ha dato la sua vita» (1Gv 3,16), una vita più preziosa dell'intero universo.    

«Consegnò loro i suoi beni»...

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La destinazione universale e la proprietà privata dei beni: All'inizio, Dio ha affidato la terra e le sue risorse alla gestione comune dell'umanità, affinché se ne prendesse cura, la dominasse con il suo lavoro e ne godesse i frutti. (Cfr Gn 1,26-29) I beni della creazione sono destinati a tutto il genere umano. Tuttavia la terra è suddivisa tra gli uomini, perché sia garantita la sicurezza della loro vita, esposta alla precarietà e...

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