Abbiate fiducia nel Signore

Giovanni Carpazio (VII sec.), monaco e vescovo - Capitoli di esortazione, n. 47,48

giugno 22 , 2019
Non lasciamoci per nulla consumare dalle preoccupazioni che ci causano i bisogni del corpo. Crediamo in Dio con tutta l'anima, come diceva un buon uomo: " "Abbiate fiducia nel Signore ed avrete la sua fiducia". Ma se esiti ancora e non credi che egli veglia completamente su di te per nutrirti, considera il ragno, e sappi quanto l'uomo è da lui diverso. Dico proprio il ragno, che è il più debole e povero degli esseri. Non ha niente di suo, non chiede, non discute, non accumula, (...) non si intromette per nulla nelle faccende dei vicini, non si occupa che dei suoi, resta nel suo lavoro in serenità, calma, non parla quasi a coloro che venerano l'ozio se non per dir loro: "Se un uomo non vuol far nulla, neppure mangi" (cfr 2Tm 3,10). Il Signore che dimora nelle altezze dei cieli e vede ciò che è umile (cfr LXX, Sal 113, 5-6) - nulla è più umile del ragno - dona la sua provvidenza fino a lui e gli manda ogni giorno un po' di cibo nella sua piccola dimora, facendo cadere nella sua rete gli insetti di cui ha bisogno. Ma uno di quelli presi dalla voracità forse dirà: "Io mangio molto e siccome spendo molto sono costretto ad occuparmi di innumerevoli faccende di questa vita" (cfr 2Tm 2,4). Quest'uomo consideri le grandi balene che vivono nell'oceano atlantico, che sono abbondantemente nutrite da Dio e non conoscono mai la fame. E' dunque Dio che nutre chi mangia molto come chi vive di poco. Se ascolti queste cose, anche tu che la pancia grossa e grande affidati ormai interamente a Dio e alla fede. Non essere incredulo, ma credi (cfr Gv 20,27).     

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