"Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; e lo vide"

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo - Omelie sulla Genesi, VIII, 6, 8, 9: PG 12, 206-209

aprile 11 , 2019
"Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme. Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: Ecco il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto? Abramo rispose: Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio" (Gen 22, 6-8). Mi commuove questa risposta di Abramo, così delicata e prudente. Non so che cosa egli prevedesse nella sua mente, poiché non parla al presente ma al futuro: "Dio stesso provvederà l'agnello". Al figlio che chiedeva in presente dà la risposta in futuro; poiché lo stesso Signore avrebbe provveduto l'agnello nella persona di Cristo... "Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio". Confrontiamo queste parole con ciò che dice l'Apostolo riguardo a Dio: "Egli non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi" (Rm 8,32). Puoi vedere così che Dio gareggia con gli uomini nella sua straordinaria liberalità. Abramo offrì a Dio il figlio mortale, che però non sarebbe morto allora, mentre Dio consegna alla morte per tutti noi il suo Figlio immortale... "Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio". Cristo è il Verbo di Dio, ma il "Verbo si è fatto carne" (Gv 1,14)... Cristo dunque soffre, ma nella carne; soggiace alla morte, ma nella carne, della quale l'ariete era una figura, come anche Giovanni diceva: "Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo" (Gv 1,29). Ma il Verbo conservò la sua incorruttibilità che è propria dello Spirito di Cristo, di cui Isacco è la figura. Perciò egli è vittima e pontefice secondo lo Spirito, poiché colui che offre al Padre la vittima secondo la carne, è lui stesso offerto sull'altare della croce.    

I Guarnieri

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I Guarnieri e la tradizione della lavorazione del ferro La tradizione della lavorazione del ferro in Traversetolo è stata per tanti anni legata al nome della famiglia Guarnieri. Gli stessi arredi in ferro, finemente lavorato, che ornano la nostra Chiesa sono opera novecentesca di Rosolino Guarnieri. Un mestiere, un’abilità artistica che ha origini lontane, ormai secolari. Nel 1558, il 25 novembre, mastro Andrea Guarnieri, uomo discreto,...

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