Affamati e assetati di amore per lo Sposo

Attribuita a San Macario l'Egiziano (? - 390), monaco - Omelie 10, 4

luglio 06 , 2019
L’anima che ama veramente Dio e Cristo, anche se ha compiuto migliaia di opere buone, si considera come se non avesse fatto nulla, per la sua fame insaziabile di Dio che le resta. Anche se ha esaurito il suo corpo nei digiuni e nelle veglie, ritiene di non aver ancora cominciato nella virtù. Nonostante i doni dello Spirito Santo, le rivelazioni e i misteri celesti, ritiene di non avere ancora fatto nulla, a motivo del suo amore immenso e inestinguibile per il Signore. Sempre essa è affamata e assetata, nella fede e nell’amore. Perseverante nella preghiera, desidera insaziabilmente i misteri della grazia e l’acquisizione di ogni virtù. Ferita dall’amore per lo Spirito celeste, animata da un desiderio ardente per il suo Sposo celeste, aspira alla grazia di una comunione perfetta, misteriosa, e ineffabile con lui, nella santificazione dello Spirito. Attende che i veli cadano davanti al suo volto e che, faccia a faccia, possa vedere il suo Sposo nella luce spirituale e indicibile, che sia unita a lui in tutta certezza, che sia trasformata a immagine della sua morte. Nel suo grande desiderio di morire per Cristo, attende con certezza di essere liberata dal peccato e da ogni tenebra delle passioni. Così purificata dallo Spirito, santificata nel suo corpo e nel suo animo…, è stata resa degna di accogliere il vero Re, Cristo stesso.     

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