Alle Comunità cristiane della Diocesi di Parma ed ai loro Pastori

LETTERA INDICAZIONI SETTIMANA SANTA 2020

aprile 02 , 2020

Alla luce delle disposizioni della Santa Sede (Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti), degli Orientamenti della Conferenza Episcopale Italiana, nonché delle indicazioni delle Autorità civili (ivi allegate), quelle che seguono sono una serie di indicazioni concrete per preparare con cura e vivere con intensità i giorni della Settimana Santa (quest’anno dal 5 al 12 aprile), nonostante le pesanti limitazioni a cui l’attuale situazione di emergenza sanitaria ci obbliga.

Carissimi,

“Dove vuoi che prepariamo per celebrare la Pasqua?” (Mt 26,17) chiedono i discepoli a Gesù. Anche in queste condizioni, non vogliamo assistere alla Pasqua, ma celebrarla “in spirito e verità”. Preparandola con impegno e generosità. In questa prospettiva, ecco, tra i tanti che si potrebbero dare, alcuni suggerimenti concreti:

• In ogni casa venga allestito l’angolo bello, quello della preghiera. Sia semplice e dignitoso, con qualche segno che ci aiuti: la Bibbia, una candela, un’icona...; anche chi è solo, viva la preghiera con cura.

• L’essenziale e il senso dei riti “domestici” della Settimana Santa sono supportati dalle schede di preghiera in famiglia, predisposte, come già per le Domeniche di Quaresima, dall’Ufficio Liturgico Diocesano. Saranno inviate quanto prima.

• Adeguatamente informati i fedeli sugli orari, anche se a distanza, la partecipazione alle trasmissioni televisive e via social esprima un profondo e sincero desiderio di vivere la “comunione spirituale” e sia partecipata anche materialmente a seconda dei momenti celebrativi. In allegato trovate il palinsesto delle celebrazioni a presidenza vescovile, trasmesse dalle emittenti locali Giovanni PaoloTV e da 12ParmaTV.

• Sarà più difficile per molti quest’anno accostarsi come di consueto al sacramento della Penitenza prima di Pasqua. Tuttavia nella misura del possibile, con gli accorgimenti prescritti (spazio aperto, distanza di almeno un metro, ricorso alla mascherina) sarà cosa buona e lodevole celebrare la Confessione sacramentale. Per coloro che non riuscissero, ricordo che secondo la dottrina generale ella Chiesa è possibile ottenere il perdono dei peccati, anche gravi, attraverso una preghiera di pentimento sincero (il Confesso a Dio onnipotente, l’Atto di dolore, l’Agnello di Dio...) e il proposito di ricevere quando possibile l’assoluzione sacramentale (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1451-1542).

• Nella preghiera e nelle celebrazioni, sentiamoci in comunione e portiamo nel cuore le persone reali: i piccoli, i giovani, gli anziani, i genitori, le persone sole, i degenti degli ospedali, gli ospiti delle case di cura e di riposo, il personale sanitario, medico e paramedico, tutte le forze dell’ordine, il personale della protezione civile, le pubbliche autorità, coloro che lavorano per garantire i servizi essenziali... .

• In questa Settimana, possiamo telefonare a parenti e amici, per uno scambio di auguri, per una parola di vicinanza e di speranza; non dimentichiamoci innanzitutto di chi è solo...

• Ricordiamoci di chi ha perduto il lavoro o la possibilità di guadagnare con le proprie attività il necessario per vivere (operai, precari, artigiani, circensi...). Non dimentichiamo chi ha redditi limitati (pensionati, immigrati...). Qualche gesto di carità è un buon modo di celebrare la Pasqua, nella fede della vita che ricomincia. A questo proposito, quanto prima, a cura di Caritas, Pastorale Sociale e del Lavoro e Pastorale Sanitaria, sarà inviato il materiale per conoscere e divulgare quanto si sta facendo già ora, senza proclami, per rispondere a questa emergenza: accanto ad un impegno che non è mai venuto meno per i poveri, le due iniziative straordinarie e cioè l’attivazione di un Fondo di Solidarietà e di un numero verde dedicato ai nuovi poveri ed alle nuove povertà. Con l’indicazione perché tutti si possa dare il proprio, anche piccolo, contributo.

Carissimi,

la Pasqua si sta avvicinando e sarà del tutto inedita. Ma non sarà meno vera. La nostra sarà una partecipazione attiva e spirituale alle sofferenze di Cristo e alla sua resurrezione. Ci conforta sapere che Gesù, come si è fatto vicino al dolore di Lazzaro, Marta e Maria, così si rende prossimo a ciascuno di noi, ai nostri cari, a quanti si spendono per la nostra salute, a quanti ci proteggono, e scioglie “le nostre bende”, perché riprendiamo la vita in libertà. Gesù ci libera non dalla morte, ma nella morte attraverso la sua resurrezione. Guardiamo, dunque, a questi giorni difficili che stiamo vivendo con la speranza suscitata da Gesù: “Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me non morirà in eterno” (Gv 11,25-26)!

INDICAZIONI PARTICOLARI PER I PRESBITERI riguardo le Celebrazioni della Settimana Santa

Carissimi Confratelli,

“Dove vuoi che prepariamo per celebrare la Pasqua?” (Mt 26,17): sono gli stessi apostoli a chiederlo a Gesù. Anche noi, per primi, siamo chiamati a prepararci all’appuntamento pasquale. Prima di dare indicazioni celebrative per i riti della Settimana Santa, innanzitutto voglio trasmettervi, nella dolorosa impossibilità di celebrare insieme la Messa Crismale del Giovedì Santo (spostata ad altra data), l’invito del nostro Vescovo Enrico a vivere una mattinata di ritiro del presbiterio, in comunione di preghiera e di ascolto del Signore e tra noi. Si potrebbe iniziare ciascuno con la celebrazione dell’Ora Media alle ore 9:30, seguita dal video della Meditazione proposta dal vescovo (precedentemente inviata a tutti via posta elettronica) e successivamente da un congruo tempo di preghiera personale davanti al Tabernacolo. Saremo una sorta di “presbiterio spirituale” insieme col vescovo, senza dimenticarci dei nostri fratelli diaconi: con un ricordo particolare per i confratelli, recenti “vittime del coronavirus” (ben sei, don Pietro Montali, don Andrea Avanzini, don Franco Minardi, don Giacomo Bocchi, don Fermo Fanfoni, don Giuseppe Fadani), senza dimenticare i presbiteri religiosi in diocesi, sedici saveriani ed uno stimmatino)... Saperci in preghiera tutti insieme nello stesso tempo, seppure nei luoghi diversi delle nostre chiese e case canoniche, esprimerà, nutrendola, quella fraternità sacramentale che ci lega e ci fa agire come servi premurosi del popolo che ci è affidato.

Ed ora, a seguito delle disposizioni della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e della Conferenza Episcopale Italiana, sentito l’Ufficio Liturgico Diocesano, trasmetto le seguenti indicazioni per le celebrazioni della Settimana Santa in Diocesi di Parma:

a) È consentito ai presbiteri di celebrare i riti della Settimana Santa senza concorso di popolo. Ricordino tuttavia che le celebrazioni devono avvenire con un numero limitato di partecipanti, che, secondo le indicazioni del Ministero dell’Interno (vedi Nota allegata), possono essere solo: i presbiteri celebranti, un diacono, un lettore, un organista e un cantore. Si evitino i gesti e i segni che possano avvicinare eccessivamente queste persone: lo scambio della pace, la lavanda dei piedi, il bacio della croce. I presbiteri concelebranti facciano la comunione “per intinzione”.

b) Nel programmare le celebrazioni della Settimana Santa, si cerchi di tener conto degli orari delle celebrazioni presiedute da Papa Francesco e di quelle presiedute dal Vescovo Enrico: non sovrapporre, per quanto possibile, gli orari delle celebrazioni (ad eccezione della Veglia Pasquale, per forza di cose) è in tale situazione un segno di comunione con la Chiesa universale e con la Chiesa diocesana.

c) La messa crismale viene sospesa e rimandata a data da destinarsi; in caso di vera necessità, ogni presbitero può benedire l’olio per l’Unzione degli Infermi.

d) Riguardo al Triduo Pasquale, la raccomandazione è che – qualora si decida di celebrarlo – venga assicurata la dignità che le stesse celebrazioni richiedono. Laddove si valuti ragionevolmente che queste non possano essere preparate e celebrate in modo dignitoso, l’invito rivolto anche i presbiteri è quello di pregare la Liturgia delle Ore e seguire le celebrazioni del Papa o del Vescovo attraverso la televisione o la radio.

e) Queste indicazioni sono estese a comunità presbiterali, monasteri e comunità religiose. Le situazioni che possono presentare esigenze diverse sono da concordare con l’Ordinario.

f) Indicazioni liturgiche per le celebrazioni della Settimana Santa a porte chiuse:
• La Domenica delle Palme è possibile solo la terza forma prevista dal Messale Romano che non prevede la benedizione delle Palme e dei rami d’ulivo.
• Il Giovedì Santo nella Messa in Coena Domini siano omesse la lavanda dei piedi e la processione al termine della celebrazione. Il Santissimo viene riposto nel Tabernacolo.
• Il Venerdì Santo, nella preghiera universale della celebrazione in Passione Domini, si introduca l’intenzione “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti” (in allegato, per chi desidera, il testo della preghiera proposto dall’Ufficio Liturgico Nazionale).
• Durante la Veglia pasquale, nella terza parte non si faccia benedizione dell’acqua né celebrazione di battesimi, ma solo si rinnovino solo le promesse battesimali.

g) Quanto alla Confessione pasquale, si dia disponibilità ai fedeli che la chiedono ed avvenga nelle modalità più volte indicate. In caso di necessità, limitatamente agli ammalati che lo desiderino e a coloro che li assistono (sanitari e familiari) e ne facciano richiesta, i confessori hanno la facoltà di dare l’assoluzione simultanea a più penitenti. Il “caso di necessità” si ravvisa quando vi sia pericolo di vita, oppure quando, per timore di contagio o altri motivi, è impossibile avvicinare l’ammalato, o mantenere la necessaria riservatezza. In ogni caso l’assoluzione deve essere data dal sacerdote presente di persona e deve essere udibile, anche a distanza, da chi riceve il sacramento. In allegato trovate il Decreto della Penitenzieria apostolica, nonchè il Decreto vescovile che, in adempimento di quello, concede appunto ai cappellani di ospedali, case di cura, strutture di quarantena... dove si trovino accolti malati di CoVid-19 (ed ai presbiteri che si trovassero in una analoga situazione) la facoltà dell’assoluzione generale per loro ed il personale sanitario, impegnato nella loro assistenza.

Anche attraverso l’osservanza di tutte queste indicazioni, desideriamo manifestare la premura verso il popolo di Dio che ci è affidato e celebrare nel modo migliore possibile i giorni santi della Pasqua!

Don Luigi Valentini Vicario generale Parma, 31 marzo 2020

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