"Allora digiuneranno"

San Pietro Crisologo (ca 406-450), vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa - Omelia sulla preghiera, il digiuno e l'elemosina; PL 52,320

marzo 03 , 2017
Fratelli, sono tre le azioni in cui la fede si fonda, la pietà si manifesta, la virtù si mantiene: la preghiera, il digiuno, la misericordia. La preghiera bussa alla porta, il digiuno ottiene, la misericordia riceve. Preghiera, misericordia, digiuno, sono tre, ma sono una sola cosa e si danno reciprocamente la vita. Infatti, il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia è la vita del digiuno. Nessuno li separi; i tre non possono separarsi. Chi pratica solo uno o due, non ha nulla. Quindi, chi prega deve digiunare e chi digiuna deve aver la pietà. Ascolti l'uomo che chiede e chi chiedendo desidera essere ascoltato; chi non rifiuta di ascoltare gli altri quando lo si supplica, si farà sentire da Dio. Chi pratica il digiuno deve capire il digiuno, cioè deve simpatizzare con l'uomo che ha fame, se vuole che Dio simpatizzi con la sua fame. Chi spera di ottenere misericordia deve fare misericordia; chi vuole beneficiare della bontà deve praticarla; chi vuole che gli si doni, deve donare... Sii la norma della misericordia a tuo riguardo: Se vuoi ricevere misericordia in un certo modo, secondo una certa misura, con una certa prontezza, dona misericordia agli altri con la stessa prontezza, la stessa misura, allo stesso modo. Quindi la preghiera, la misericordia, il digiuno devono formare un solo insieme per raccomandarci a Dio, devono formare una sola supplica, una sola preghiera in nostro favore sotto questa triplice forma.     

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