"Alzatevi e levate il capo!"

San Teodoro Studita (759-826), monaco a Costantinopoli - Catechesi 46

novembre 28 , 2021
Mantenetevi dunque, vi prego, sempre sani e salvi nel segreto dell'anima. Non commettete, figli miei, nessuna azione che porti alla perdita e alla rovina delle vostre anime. Sì, temiamo questo Dio che sta per rivelare i segreti delle tenebre, per rendere manifesti i disegni dei cuori (1 Cor 4,5) e per premiare ogni persona non solo per le sue azioni (cfr. Mt 16,27), ma anche per le sue parole e i suoi semplici pensieri. (...) E chi non resterà sveglio, rifiutando la sua pigrizia e l'inerzia sonnolenta? Svegliatevi! Svegliatevi! La notte è finita. Il giorno della futura restaurazione comincia già ad albeggiare (cfr. Rm 13,12)! Facciamo attenzione che la morte non ci colga impreparati e ci porti un dolore eterno senza rimedio. (...) Risolleviamoci ancora e ancora, e sforziamoci di fare tutto ciò che è gradito a Dio; sopportiamo valorosamente le cose presenti, rallegrandoci di quelle che speriamo (cfr. Rm 12,12; Eb 11,1). (...) So che saremo salvati e danzeremo all'infinito in cielo, rallegrandoci con coloro che fin dall'inizio del mondo sono piaciuti a Cristo. (...) Rompete i lacci dell'inerzia, siate gioiosi, siate equilibrati; che la vostra anima sia pacifica e il vostro cuore leggero; siate utili gli uni agli altri; bandite le preoccupazioni e gli affanni. (...) E che bisogno c'è di preoccuparsi e agitarsi per tutto? Scegliete, vi consiglio, la parte migliore (cfr. Lc 10,41-42): ascoltate le nostre umili parole (cfr. Lc 10,39). Che voi, figli miei, siate salvi nel Signore e gioite nel timore (cfr. Sal 2,11) (...) di Cristo Gesù nostro Signore, al quale appartengono la gloria e la potenza con il Padre e lo Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.     

Oggi viviamo in un mondo violento, ma com’era secoli fa?

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Facciamo un salto nel tempo e spostiamoci a Castione Baratti. È il 25 giugno del 1564, domenica, siamo precisamente nella località di Orio, presso la Maestà detta “del rio” o “la Maestà di Gregorio”; sono circa le sei del pomeriggio ed è in atto una festa: è il giorno del matrimonio della figlia di Gregorio di Orio. C’è una gran folla e tutti hanno voglia di ballare e divertirsi. Giungono a cavallo due signorotti...

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