"Alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua"

Sant'Ilario di Poitiers (ca 315-367), vescovo, dottore della Chiesa - Commento al Vangelo di Matteo, 8,5 (SC 254, p. 254)

gennaio 18 , 2019
[Nel Vangelo di Matteo, Gesù ha appena guarito due stranieri in territorio pagano.] In questo paralitico è la totalità dei pagani che è presentata a Cristo per essere guarita. Ma devono essere studiati i termini stessi della guarigione: quello che Gesù dice al paralitico non è: "Sii guarito", né: "Alzati e cammina", ma: "Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati" (Mt 9,2). In un solo uomo, Adamo, i peccati erano stati trasmessi a tutte le nazioni. Ecco perché colui che è chiamato figlio è presentato per essere guarito..., perché è la prima opera di Dio...; ora egli riceve la misericordia che viene dal perdono della prima disobbedienza. Non vediamo infatti che questo paralitico abbia commesso peccati; e altrove il Signore ha detto che la cecità dalla nascita non era stata contratta in seguito ad un peccato personale o ereditario (Gv 9,3)... Nessuno può rimettere i peccati se non Dio solo, quindi chi li ha rimessi è Dio... E affinché si possa capire che aveva preso la nostra carne per rimettere i peccati alle anime e procurare la resurrezione ai corpi, dice: "Perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora il paralitico, prendi il tuo letto e và a casa tua". Sarebbe stato sufficiente dire: "Alzati", ma ... aggiunge: "prendi il tuo letto e và a casa tua". Prima ha accordato la remissione dei peccati, poi ha mostrato il potere della resurrezione, poi ha insegnato, facendo prendere il letto, che la debolezza e il dolore non colpiranno più il corpo. Infine, rimandando l'uomo guarito a casa sua, ha indicato che i credenti devono ritrovare la strada che conduce al paradiso, la strada che Adamo, padre di tutti gli uomini, aveva abbandonato dopo esser stato rovinato dalle conseguenze del peccato.     

San Michele Arcangelo in Sivizzano

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Le notizie attorno alla chiesa di Sivizzano sono scarsissime, tuttavia la sua dedicazione a San Michele, santo sovente ricordato nelle prime consacrazioni longobarde, indurrebbe a supporre un’epoca di origine molto antica. Della sua presenza però si viene a conoscenza solamente attraverso le decime del 1230. Nel Capitulum Decimarum, all’interno del pievato di san Martino di Traversetolo, si trascrive Capelle de Sivizzano. Stranamente, nel...

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