"Cercavano di ucciderlo perché... chiamava Dio suo Padre"

Lettera a Diogneto (ca 200) - Cap. 9; SC 33 bis, 68

marzo 14 , 2018
Dio ci ha permesso fino a questi tempi, che sono gli ultimi (Eb 1,2), che fossimo travolti dalle inclinazioni disordinate, trascinati dai piaceri e dalle passioni. Non si compiaceva affatto dei nostri peccati, ma ci sopportava e non approvava quel tempo d'iniquità. Preparava però il tempo della giustizia perché noi fossimo convinti che in quel periodo, per le nostre opere, eravamo indegni della vita, di cui ora diventiamo degni solo per effetto della bontà divina... alvatore capace di salvare anche l'impossibile. Con queste due cose ha voluto che ci fidiamo della sua bontà e lo consideriamo nostro sostentatore, padre, maestro, consigliere, medico, mente, luce, onore, gloria, forza, vita, senza preoccuparsi del vestito e del cibo.    

\"È il Signore!\"...

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Siamo lenti ad accorgerci di questa grande e sublime verità che cioè Cristo cammina ancora, in un certo senso, in mezzo a noi e, con la sua mano, il suo sguardo o la sua voce, ci fa cenno di seguirlo. Non capiamo che questa chiamata di Cristo si realizza ogni giorno, oggi come una volta. Siamo al punto di credere che questo era vero al tempo degli apostoli, ma oggi non lo crediamo vero nei nostri confronti, non siamo attenti a riconoscerlo rivolto a noi. Non abbiamo...

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