Che festa è senza Dio?

III comandamento

giugno 09 , 2019

Proseguiamo la rilettura dei Comandamenti attualizzandone il senso morale e sociale, presentando il terzo:

Che festa è senza Dio?

Quando si pensa alla festa, in un modo o nell’altro si pensa a vivere uno sballo. Come occasione per una rivincita sulla settimana di studio o di lavoro, per andare fuori di testa e stordirsi. Oppure come una scappatoia per tuffarsi nei paradisi artificiali dell’alcool, delle corse folli in auto o in moto, delle “pasticche” che fanno sognare. Poi in genere alla fine si ritrovano tutti con l’amaro in bocca. Perché?

Voi forse (per adesso) non arrivate a tanto ma … come passate la domenica?

Ma la vera festa è altro. Almeno così dovrebbe essere secondo l’idea di Dio che l’ha inventata prima di noi. Per capirlo meglio dovremmo ricordarci di come Gesù ha vissuto il “sabato” e ha inaugurato la nostra domenica: È risorto il mattino di Pasqua che era una Domenica.

Cosa vuol dire la parola sabato? Deriva dal verbo ebraico sabbat che significa astenersi dal lavoro, riposarsi. Sulla base del sabato gli ebrei avevano stabilito altre feste giocando sul numero 7. Ogni 7 anni la terra non veniva coltivata per lasciarla riposare. Nel 50° anno (7x7 + 1), a conclusione di 7 cicli di 7 anni ciascuno si celebrava il giubileo, da jobel il corno d’ariete che annunciava questo tempo speciale.

Per capire bene il significato della Festa per gli ebrei, da cui deriva la festa dei cristiani dobbiamo fare un passo indietro a quando gli ebrei sono ancora in Egitto, oppressi dal Faraone che li ha obbligati a lavorare sempre di più, con la stessa paga, e quindi con lo stomaco sempre più vuoto. Mosè il loro leader capisce che è arrivata l’ora di dire basta a questa situazione. La gente si aspetta di fare una specie di sciopero generale o una ribellione senza precedenti.

Ma dopo aver consultato Dio, Mosè propone loro di fare una festa che sarà tutto un programma. Si chiamerà Pasqua che vuol dire passaggio, per celebrare il passaggio di Dio accanto al suo popolo. Appena il sole tramonta e gli egiziani stanno dormendo, tutte le famiglie ebree portano a tavola un agnello arrostito, un po’ di pane senza lievito e un contorno di erbe amare. Mangiano quasi di corsa, come se dovessero prendere il treno … Da questa notte in poi, la festa di Pasqua sarà celebrata con la massima solennità.

Qualche nota.

L’agnello.
Era uno degli animali preferiti per i sacrifici offerti a Dio, perché forniva lana di qualità, latte, e carne pregiata.
Memoriale.
È un anniversario che come tutti gli anniversari hanno un potere speciale: rievocano l’entusiasmo di quella data. Suscitano nuovi propositi.
Famiglia.
La festa riesce meglio se è vissuta insieme ad altri. Quando si è in tanti la gioia è più grande.

Che cosa ci dice il Terzo Comandamento Ricordati di santificare le feste?

Intanto è il primo comandamento che viene proposto non come un divieto, ma come un invito. Santificare vuol dire ritagliare uno spazio speciale per Dio durante la settimana per far festa a Lui e con Lui che con la sua Pasqua (passione-morte-resurrezione) ci ha liberati dalla schiavitù del peccato. Questo per i cristiani si realizza con la Messa = memoriale nella Pasqua di Gesù a nostro favore. La Festa della Domenica assomiglia alle aree di parcheggio che ci sono sulle autostrade più importanti. Chi vuole può fermarsi per una sosta, per sgranchirsi le gambe, per fare un picnic. Anche Dio è così: Lui c’è ma non obbliga mai nessuno a festeggiare, anche perché chi si sente invitato per forza non si diverte. Per questo continua ad invitare ma solo tu puoi decidere di accettare oppure no.

Per riflettere:

Non ha senso una festa senza il festeggiato. Con Dio però lo facciamo. In tanti passiamo la domenica il giorno a lui dedicato, come se lui non esistesse affatto, declinando l’invito all’incontro con Gesù nella Messa. ¾ d’ora alla settimana sembra davvero troppo per incontrarlo nella sua comunità che prega, ascolta, canta? Non serve un granché però andare in chiesa solo per accontentare i genitori. Se si va occorre andarci con il desiderio di dire grazie ad un Amico che ti vuole bene e che ti dà la carica per vivere meglio tutta la tua settimana.

Puoi pensarci su se vuoi …

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