“Chi ti ha dato questa autorità?”

Sant'Atanasio (295-373), vescovo d'Alessandria, dottore della Chiesa - Discorso contro gli Ariani, 2, 78-79

maggio 29 , 2021
La sapienza di Dio in persona, il Figlio unigenito, ha creato e fatto ogni cosa. Infatti dice il salmo: “Tutto hai fatto con saggezza” (104,24). (...) Come la nostra parola umana è l'immagine della Parola che è il Figlio di Dio (cfr Gv 1,1), così la nostra sapienza è, pure lei, l'immagine del Verbo che è la sapienza in persona. Perché abbiamo in essa la capacità di conoscere e pensare, diventiamo capaci di accogliere la Sapienza creatrice, e per essa possiamo conoscere il Padre. “Chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre” (1Gv 2,23), e ancora: “Chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato” (Mt 10,40). (...) “Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione” (1Cor 1,21). Ormai Dio non vuole più, come nei tempi antichi, essere conosciuto attraverso immagini e ombre della Sapienza: ha voluto che la vera Sapienza in persona assuma la carne, diventi uomo, subisca la morte in croce, affinché in futuro tutti i credenti possano essere salvati dalla fede in questa Sapienza incarnata. Ecco la sapienza di Dio. Prima si faceva conoscere attraverso la sua immagine nelle cose create (...) ed in questo modo faceva conoscere il Padre. Poi lei, che è il Verbo, è diventata carne, come dice san Giovanni (1,14). Dopo aver distrutto la morte (1Cor 15,26) e salvato l'umanità, si è manifestata più chiaramente e, attraverso se stessa ha manifestato il Padre. E ciò le fa dire: “Che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv 17,3). Tutta la terra è stata dunque colmata della sua conoscenza. Poiché c'è una sola conoscenza, del Padre attraverso il Figlio, e del Figlio a partire dal Padre. Il Padre pone in lui la sua gioia, e il Figlio gioisce della stessa gioia nel Padre, come afferma: “Ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante” (Pr 8,30).     

Traversetolo 1924, 6 gennaio, Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo.

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