"Chi viene a me non avrà più fame"

San Giovanni XXIII (1881-1963), papa - OR 20/09/59

aprile 18 , 2018
Il problema economico costituisce l'incognita terribile della nostra epoca. Il problema del pane quotidiano, del benessere, è l'incertezza angosciosa che ci opprime in mezzo alle folle agitate ed insoddisfatte, ed a volte, purtroppo, affamate. È per noi un dovere unire i nostri sforzi, fare i sacrifici necessari secondo la dottrina cattolica nata dal Vangelo e le istruzioni chiare e solenni della Chiesa, per contribuire alla ricerca di una soluzione giusta per tutti. Ma invano ci sforzeremo di riempire di pane gli stomaci e di soddisfare gli altri desideri, a volte sfrenati, se non riusciremo a nutrire le anime col pane di vita, pane vero, sostanziale, divino; a nutrirle cioè di Cristo, del quale hanno fame e per mezzo del quale soltanto, si potrà riprendere il cammino "fino al monte di Dio" (1 Re 19, 8). Invano chiederemo agli economisti e ai legislatori nuove forme di vita sociale, se sottraiamo agli occhi del popolo, il sorriso dolce e materno di Maria, le cui braccia sono aperte per accogliere tutti i suoi figli. Sul suo seno, la superbia si abbassa, i cuori si placano nella santa poesia della pace cristiana e dell'amore. Congiungiamo i nostri sforzi affinché non siano mai separati dal cuore dell'uomo ciò che Dio, nella dottrina cattolica e nella storia del mondo, ha così meravigliosamente unito: l'eucaristia e la Vergine.    

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