Chiedere perdono e perdonare agli altri

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Esposizioni sui salmi, Sal 60,9; CCL 39,771

novembre 07 , 2016
“Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia per chi osserva il suo patto e i suoi precetti” (Sal 25,10). Non è poca cosa quanto è stato detto: Si dice che sono grazia (cioè misericordia), perché Dio non guarda ai nostri meriti ma alla sua bontà, quando ci perdona tutti i peccati e ci promette la vita eterna. Si dicono anche verità, perché Dio non inganna ma dona effettivamente ciò che ha promesso. Riconosciamo questo divino comportamento verso di noi e facciamo altrettanto... Così anche noi, finché siamo qui in terra, comportiamoci con misericordia e verità. Usiamo misericordia nei confronti dei deboli, dei bisognosi, e anche dei nostri nemici. Pratichiamo la verità impegnandoci a non peccare e a non aggiungere peccato a peccato. Infatti, chi si aspetta troppo dalla misericordia di Dio finisce col considerare nel suo animo Dio ingiusto, credendo che, anche se resterà peccatore e non vorrà abbandonare le sue ingiustizie, Dio, quando verrà, lo collocherà là dove colloca i suoi servi obbedienti. E' giusto tutto ciò? Cioè, porre te che perseveri nel peccato là dove porrà coloro che hanno abbandonato la via del peccato?... Perché vuoi piegare Dio alla tua volontà? Piegati piuttosto tu alla volontà di Dio! Giustamente, pertanto, qui nel salmo è detto: “Chi ricercherà la sua misericordia e la sua verità per lui” (Sal 61,8 vulg)... Perché ha aggiunto: “per lui”, se non perché molti cercano, sì, di apprendere dai Libri santi la misericordia e la verità di Dio, ma, quando l'hanno appresa, vivono per sé e non per lui? Cercano il loro interesse, non le cose di Gesù Cristo; predicano la misericordia e la verità, ma non operano secondo misericordia e secondo verità... Ebbene, chi ama Dio e Cristo, quando si mette a predicare la sua misericordia e la sua verità, deve agire per amore di lui, non per se stesso. Cioè: non deve farlo per avere da questa predicazione comodità temporali, ma per giovare alle membra di Cristo, cioè ai suoi fedeli, amministrando con verità ciò che conosce. Deve, cioè, comportarsi in modo che colui che vive non “viva più per sé, ma per colui che per tutti è morto” (2 Cor 5,15)... “Chi cercherà per lui la sua misericordia e la sua verità?”    

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