"Come mai questo tempo non sapete giudicarlo?"

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Discorso 109; PL 38,636 (Nuova Biblioteca Agostiniana)

ottobre 26 , 2018
Abbiamo udito il Vangelo in cui il Signore rimprovera coloro che sanno giudicare l'aspetto del cielo e non sanno scoprire il tempo in cui la fede c'insegna che il regno dei cieli si avvicina. Orbene, egli parlava così ai giudei, ma la sua parola è giunta anche fino a noi. Lo stesso nostro Signore Gesù Cristo cominciò la predicazione del suo Vangelo dicendo: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino" (Mt 4,17). Allo stesso modo cominciò anche Giovanni, il battezzatore e suo precursore: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!" (Mt 3,2). Anche adesso il Signore rimprovera coloro che, all'avvicinarsi del regno di Dio, rifiutano di fare penitenza. ... Dio solo sa quando verrà la fine del mondo; adesso tuttavia è il tempo della fede. ... Per ciascuno di noi il tempo della fine è vicino giacché siamo mortali. Camminiamo in mezzo ai pericoli di cadere. Se fossimo di vetro, avremmo meno paura di cadere. Che cosa è più fragile d'un recipiente di vetro? Eppure si conserva e dura per secoli. Sebbene infatti si abbia paura delle cadute per un recipiente di vetro, per esso non si ha paura della vecchiaia e della febbre. Noi dunque siamo più fragili e più deboli, poiché proprio a causa della nostra fragilità non solo abbiamo ogni giorno paura degli accidenti che non han tregua nelle vicende umane, ma anche se non ci capitano delle disgrazie, il tempo tuttavia passa; si può evitare un colpo, si può forse evitare la morte? Si evitano gli eventi esterni, si possono forse allontanare le malattie che hanno origine dentro di noi? Talvolta una malattia qualsiasi ci assale all'improvviso; insomma, per quanto uno venga risparmiato, all'ultimo, quando arriverà la vecchiaia, non c'è possibilità alcuna di rinviarla.    

Attraverso la croce Cristo raduna gli uomini...

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Cristo istituì un nuovo patto cioè la nuova alleanza nel suo sangue (cfr. 1 Cor 11,25), chiamando la folla dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito, e costituisse il nuovo popolo di Dio (...): « una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo tratto in salvo (...) Quello che un tempo non era neppure popolo, ora invece è popolo di Dio » (1 Pt 2,9-10) (...) Il...

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