Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime" (Lc 21,19)

San Massimo il Confessore (ca 580-662), monaco e teologo - Centurie sull'amore IV, n. 16-18, 23-24

novembre 17 , 2019
Non ha ancora l'amore perfetto, né la conoscenza profonda della Provvidenza divina colui che, al tempo della prova, manca di pazienza nelle afflizioni che gli succedono e si distacca dall'amore dei fratelli nello spirito. Il fine della Provvidenza divina è unificare con la fede diritta e l'amore spirituale coloro che il male ha distrutto in tanti modi. Per questo ha sofferto il Salvatore: riunire in unità (cfr Gv 11,52) i figli di Dio che erano dispersi. Quindi, chi non resiste a ciò che lo disturba, che non sopporta ciò che lo affligge, che non accetta ciò che lo addolora, non cammina sulla via dell'amore divino e non raggiunge il fine della Provvidenza. Se l'amore e paziente e benigno (cfr 1Co 13,4), chi manca di coraggio quando vengono le prove - e per questo fa del male a coloro che l'hanno addolorato e si esclude da sé dall'amore che deve loro - come potrà arrivare al fine della Provvidenza divina? (...) E' paziente colui che aspetta la fine della prova e riceve la gloria della perseveranza. L'uomo paziente ha una grande sapienza (cfr Pr 14,29 LXX). Poiché porta a compimento tutto quanto gli capita e sopporta i dolori attendendo la fine. Ora la fine è la vita eterna, secondo l'Apostolo (cfr Rm 6,22). E la vita eterna è conoscere te, il solo vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo (cfr Gv 17,3).     

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