Convertirsi e non perire

Giuliana di Norwich (tra 1342-1430 cc), reclusa inglese - Rivelazioni dell’amore divino, cap. 39

ottobre 26 , 2019
Il peccato è la sferza più terribile che possa colpire un’anima eletta. Schiaccia l’uomo o la donna, abbassandolo talmente ai propri occhi che quello crede di meritare ormai solo l’inferno, fino al momento in cui, toccato dallo Spirito Santo, è preso da contrizione e vede la sua amarezza trasformarsi in speranza nella misericordia divina. Allora le sue ferite cominciano a guarire e la sua anima a vivere, dal momento in cui si orienta alla vita della santa Chiesa. Lo Spirito Santo lo conduce alla confessione, per potervi confessare pienamente i suoi peccati, apertamente e francamente, col dolore grande e la vergogna di aver deturpato la bella immagine di Dio. Dal confessore riceve la penitenza per ogni peccato, mentre è re-inserito nella santa Chiesa per l’insegnamento dello Spirito Santo. E questa umiltà piace tanto a Dio. (…) Nostro Signore si prende grandissima cura di noi, anche quando crediamo di essere abbandonati, respinti, a causa dei peccati e vediamo che l’abbiamo meritato. L’umiltà che così acquistiamo ci innalza agli occhi di Dio. La grazia divina fa nascere una così grande contrizione, compassione e vera sete di Dio che il peccatore, appena liberato dal peccato e dalla pena, è innalzato alla beatitudine, come i grandi santi.     

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