Cristo ci chiama tutti alla conversione

San Paolo VI, papa dal 1963 al 1978 - Constituzione apostolica « Paenitemini » del 18/02/1966 (© Libreria Editrice Vaticana)

luglio 14 , 2020
Cristo, che sempre nella sua vita fece ciò che insegnò, prima di iniziare il suo ministero, passò quaranta giorni e quaranta notti nella preghiera e nel digiuno, e inaugurò la sua missione pubblica col lieto messaggio: «Il regno di Dio è vicino», cui tosto aggiunse il comando: «Ravvedetevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15). Queste parole costituiscono in certo modo il compendio di tutta la vita cristiana. al Regno annunciato da Cristo si può accedere soltanto mediante la «metánoia», cioè attraverso quell'intimo e totale cambiamento e rinnovamento di tutto l'uomo... L'invito del Figlio alla metánoia diviene più indeclinabile in quanto egli non soltanto la predica, ma offre anche esempio di penitenza. Cristo infatti è il modello supremo dei penitenti: ha voluto subire la pena per i peccati non suoi, ma degli altri. Dinanzi a Cristo, l'uomo è illuminato da una luce nuova, e per conseguenza riconosce sia la santità di Dio sia la malizia del peccato; attraverso la parola di Cristo gli viene trasmesso il messaggio che invita alla conversione e concede il perdono dei peccati, doni questi che egli pienamente consegue nel battesimo. Tale sacramento, infatti, lo configura alla passione, alla morte e alla risurrezione del Signore, e sotto il sigillo di questo mistero pone tutta la vita futura del battezzato. Seguendo perciò il divino Maestro, ogni cristiano deve rinnegare se stesso, prendere la propria croce, partecipare ai patimenti di Cristo; trasformato in tal modo in una immagine della sua morte, egli è reso capace di meritare la gloria della Risurrezione. Seguendo inoltre il Maestro, dovrà non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui (Gal 2,20), e dovrà anche vivere per i fratelli, dando compimento «nella sua carne a ciò che manca alle tribolazioni di Cristo... a pro del suo corpo che è la Chiesa» (Col 1,24).     

Maggio nella Storia di Traversetolo

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Il 4 maggio 1801 moriva a Traversetolo Don Antonio Maria Monti; nel libro dei morti si legge la causa del decesso: gravi putrido morbo corruptus. Parroco a Traversetolo dal 31 gennaio 1778, prese possesso della parrocchia il 24 febbraio dello stesso anno in sostituzione del defunto Don Pietro Carpi. Il suo rapporto col paese non fu sempre facile a causa dei dissidi insorti coi Massari delle Confraternite a suo avviso non onesti nella gestione dei bilanci. Ebbe tuttavia la...

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