Cristo Dio e uomo

San Tommaso Moro (1478-1535), statista inglese, martire - La tristezza di Cristo

aprile 05 , 2020
Ci si chiederà forse con stupore come Cristo nostro Salvatore, essendo vero Dio uguale al Padre onnipotente, ha potuto conoscere la tristezza, la sofferenza e l'afflizione. Certamente non l'avrebbe potuto se, essendo Dio, fosse stato solo Dio, senza essere nello stesso tempo uomo. (...) Ma in verità, poiché non fu meno vero uomo che vero Dio, penso, quanto a me, che non bisogna stupirsi di più che egli abbia provato sentimenti ordinari del genere umano (tranne il peccato) in quanto uomo, che stupirsi dei miracoli immensi che ha compiuti in quanto Dio. (...) Poiché se ci stupiamo che Cristo provi paura, disgusto, afflizione, seppure, evidentemente, era Dio, come non stupirci altrettanto che abbia avuto fame, sete, che abbia dormito? Piegandosi a questi limiti, non era meno Dio. (...) Tuttavia, per il momento, Cristo non mancava di ragioni di voler provare timore, tristezza e afflizione. "Volere", dico, non "esserci costretto". Poiché chi avrebbe potuto costringere Dio? Ma ciò, come dicevo, nella sua meravigliosa bontà Cristo l'ha voluto per molti motivi. (...) Venne infatti per rendere testimonianza alla verità. Non mancarono quelli che negarono che fosse veramente uomo. Per rimediare a questa malattia mortale, il nostro eccellente e tenero medico volle mostrare che era veramente uomo.    

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