Cristo è il compimento delle Scritture

Sant'Ilario di Poitiers (ca 315-367), vescovo, dottore della Chiesa - Commento al Vangelo di Matteo, 4,14-15; PL 9,936-937

marzo 07 , 2018
"Non son venuto per abolire, ma per dare compimento". La forza e la potenza di queste parole del Figlio di Dio contengono un grande mistero. La Legge, infatti, prescriveva delle opere, ma tutte queste opere ella le orientava alla fede verso le realtà che si sarebbero manifestate in Cristo: poiché l'insegnamento e la Passione del Salvatore sono il disegno grande e misterioso della volontà del Padre. La Legge, sotto il velo delle parole ispirate, ha annunciato la nascita di nostro Signore Gesù Cristo, la sua incarnazione, la sua Passione, la sua risurrezione; i profeti, come anche gli apostoli, ci insegnano più volte che da tutta l'eternità è stato disposto tutto il mistero di Cristo per essere rivelato nel nostro tempo... Cristo non ha voluto che pensassimo che le sue opere contenevano altro che le prescrizioni della Legge. Perciò ha affermato lui stesso: "Non son venuto per abolire, ma per dare compimento". Il cielo e la terra...spariranno, ma neppure il minimo comandamento della Legge sparirà, poiché in Cristo tutta la Legge e i Profeti trovano il loro compimento. Al momento della Passione... ha dichiarato: "Tutto è compiuto" (Gv 19,30). In quel momento, sono state confermate tutte le parole dei Profeti. Ecco perché Cristo afferma che anche il più piccolo dei comandamenti di Dio non può essere abolito senza offendere Dio... Nulla può essere più umile che la cosa più piccola. E la più umile di tutte è stata la Passione del Signore e la sua morte in croce.    

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